Inizieranno presto i restauri della chiesa di Santa Croce

Ne parliamo con il progettista architettonico arch. Adelio Rosi

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Progetto quasi definitivo per la ristrutturazione, o per meglio dire il consolidamento della chiesa di S. Croce, situata a Bastia Umbra, in piazza Mazzini. Il luogo sacro costituisce un bene importante non solo per la città di Bastia, ma per i beni culturali ecclesiastici. Ci stiamo riferendo a tutte le opere e gli interventi necessari al restauro architettonico, al miglioramento sismico, alla riparazione dei danni subiti a seguito del terremoto del settembre del 1997. La Regione Umbria, a partire dal 22 gennaio 2002, ha inserito la chiesa di S. Croce nel Piano annuale dei beni culturali danneggiati dagli eventi sismici. Il progetto definitivo venne visionato ed approvato dal responsabile incaricato dalla diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Accanto a questo, è stata accolta anche la proposta di ristrutturazione della torre campanaria attigua alla chiesa, allungandone i tempi. Si pensa che comunque entro il 1 settembre il progetto diventi esecutivo e si proseguirà con la gara d’appalto per l’inizio dei lavori. E’ quanto ha affermato il progettista architettonico Adelio Rosi e insieme a lui, incaricato, il progettista strutturale, l’ing. Marcello Moretti. Arch. Rosi, quali sono i restauri e i consolidamenti da effettuare all’interno della chiesa?”Le lesioni manifestate risultano concentrate soprattutto sulle volte dell’abside, della campata della navata a ridosso della facciata stessa, in corrispondenza del rosone centrale, sulla zona centrale della parete ovest e sulle murature dell’abside. Altre lesioni sono visibili sulle volte a botte delle cappelle laterali, che appaiono peraltro dovute all’interferenza tra le strutture della chiesa e quelle attigue. Ve ne sono altre sulle pareti, anche se di modesta entità, sono visibili in alcuni incroci d’angolo ed in corrispondenza di alcune aperture. Il panorama fessurativo della struttura della chiesa non presenta lesioni che appaiono riconducibili a dissesti di fondazione”. Quali tipologie d’interventi verranno effettuate?”La scelta della tipologia d’intervento è stata effettuata dopo aver esaminato e valutato i risultati dei rilievi, lo stato di conservazione, lo schema strutturale attuale, l’evoluzione costruttiva avvenuta nel tempo di cui l’edificio ancora conserva traccia, la caratterizzazione geotecnica del terreno. Una particolare attenzione è stata posta alla salvaguardia degli affreschi presenti, sia di quelli già oggi visibili su alcune volte, sia di quelli che potrebbero essere celati dalla tinteggiatura bianca che copre le pareti e le volte restanti, per cui l’individuazione è stata già commissionata una campagna di saggi stratigrafici” . Una volta restaurata, quale funzione avrà la chiesa di S. Croce?”La parte absidale, il presbiterio e parte della navata saranno riservati per la funzione religiosa, mentre le altre parti potranno essere poste a struttura espositiva”. Arch. Rosi, per lei, quale importanza ha questo lavoro?”Devo dire che la mia laurea, la mia specializzazione consiste proprio nel restauro monumentale”. Chiesa Santa Croce: notizie storicheLa chiesa di S. Croce fu edificata, insieme all’omonimo convento, nel 1295 dai Frati minori e grazie alle offerte degli abitanti dell’Isola, lungo un’importante via di comunicazione. Il primitivo edificio era più corto dell’attuale e coperto da un tetto a capriate. Nel convento di S. Croce morì (12 dicembre 1306) e fu sepolto il beato Corrado da Offida, il cui corpo poi fu trafugato dalle truppe guelfe perugine che lo portarono in San Francesco al Prato a Perugia. I frati minori nel 1653 la lasciarono, dopo che il Papa Innocenzo X aveva ordinato la soppressione dei chiostri minori (15 ottobre 1652). La chiesa ed il convento passarono allora ai secolari, come parrocchia e priorato e qui per volontà del cardinale Paolo Emilio Rondanini, vescovo d’Assisi, presero dimora cinque sacerdoti per coadiuvare il parroco di Sant’Angelo. Nel 1831 (10 novembre), nel 1832 (12 febbraio) violenti terremoti danneggiarono gravemente il complesso architettonico ed atterrarono il campanile, per questo nel 1855, per volontà del priore don Alessandro Mattei e dei cittadini, s’intraprese una grande opera di restauro e d’ampliamento. Il Bruschi in quest’occasione diede alla chiesa una decorazione neo-gotica. Le opere contenute in questa chiesa provengono in gran parte da Sant’Angelo, furono portate qui nel 1899 dall’architetto Alfonso Brizi, per volontà del priore don Gabriele Tiradossi. La titolarità della parrocchia rimase a Santa Croce fino al 1962, quando venne edificata la nuova di San Michele Arcangelo. Venuta meno la sua funzione di chiesa parrocchiale, fu destinata a sala culturale e polivalente.

AUTORE: Ombretta Sonno