Intelligenti e attivi nell’Era di internet

Mass media & dintorni. A Perugia due incontri sulla “media education” a cura di Age e Med

Tempo di lettura: 219 secondi

Il 15 e 22 ottobre si tengono a Perugia – Montemorcino due incontri organizzati dall’Associazione genitori (Age) e dal Med per introdurre insegnanti e genitori alla “media education”, ossia al corretto uso dei mass media. Approfondiamo il tema tramite un intervento del Presidente onorario del Med. Ritornare a Perugia significa per me riandare agli inizi della nostra associazione Med-Media Education e ravvivare antiche amicizie e alleanze. I primi rapporti sono stati con l’Università, la diocesi, amici e sostenitori della media education a iniziare dalla prof.ssa Floriana Falcinelli della facoltà di Scienze della formazione. Perugia, per me, richiama anche la splendida regione umbra, a iniziare dalla storica città di Assisi, dove nell’ottobre 1989 ho portato il primo manipolo di studenti della nuova facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università salesiana di Roma. Siamo venuti ad Assisi con una intenzionalità: pregare sulla tomba di santa Chiara, patrona della tv, e incontrarci con la superiora delle Clarisse, sr. Chiara Cristiana, visitare la basilica di San Francesco e affidare a Chiara e Francesco la nuova facoltà che era nata e che doveva affrontare la sfida della Chiesa che dialoga con la modernità. Volevamo affermare che i media, soprattutto una facoltà di comunicazione, hanno bisogno di spiritualità. Si è così iniziato un nuovo cammino, nuovo soprattutto per me che venivo dalla facoltà di Scienze dell’educazione e dall’Istituto di catechetica dell’Università salesiana. Dopo la fondazione sono sopravvenuti avvenimenti imprevisti, come lo “sbarco” della media education in Italia (Len Masterman, A scuola di media, La Scuola, Brescia 1997; Gianna Cappello, Nascosti nella luce. Media, minori e media education, Franco Angeli, Milano 2009), e poi l’inizio dei corsi estivi a Corvara in Val Badia (dal 1992), la fondazione del Med – Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione (28 febbraio 1996). Già dai primi anni si è formato un valoroso gruppo, formato da docenti universitari, professionisti dei media, insegnanti delle scuole ed educatori del territorio che si è chiamato Med-Media Education e costituisce lo “zoccolo duro” del movimento per la media education in Italia. Il cammino del Med è iniziato con un gruppo di media educator entusiasti e affiatati. Alcuni “principi-guida” hanno ispirato la nostra presenza in Italia (vedi il sito www.medmediaeducation.it e la nostra rivista semestrale Media Education. Studi, ricerche, buone pratiche, pubblicata dalle edizioni Erickson di Trento; il primo numero è uscito nel maggio scorso). Vorrei portare qui a Perugia questi punti fermi, che riteniamo fondamentali pr avviare un movimento di media education anche nella vostra Regione: – il primato dell’educazione: ogni volta che si affronta il rapporto media-minori, la mediazione educativa diviene centrale e il dialogo tra le scienze dell’educazione e quelle della comunicazione costituirà l’anima del processo finalizzato a fornire alfabetizzazione (“leggere” e “scrivere” con i media), competenza critica, formazione alla cittadinanza, apprendimento dei saperi fondamentali e le abilità di base per essere i nuovi protagonisti della cultura mediale; – la strategia del networking: il “fare gruppo” ci è parso un elemento necessario per fare media education oggi. Così è cresciuto il Med. L’ha notato Renée Hobbs, docente dell’Università di Philadelphia (Usa), durante il summit mondiale “Media for Children and Youth” che si è svolto a Karlstad (Svezia) del giugno scorso: “Sono stata folgorata dal vostro gruppo del Med”. Questo è… il bello del Med: “Il bello del Med è questo convenire insieme, trovarci bene tra noi, non essere complicati, privilegiare i rapporti diretti, suscitare la disponibilità e il volontariato, agire (e non solo discutere) con fantasia, creatività, avere il coraggio di osare le cose nuove e necessarie” (editoriale di Marco Deriu e Roberto Giannatelli, Intermed, dicembre 2004); – tenere uniti teoria e prassi: la nostra proposta è nata dall’esperienza maturata nelle scuole e poi nell’extrascuola. Nelle prime esperienze di lettura critica della televisione, è stato determinante l’apporto della semiotica per l’interpretazione dei codici e dei simboli del linguaggio audiovisivo. Successivamente abbiamo dato un nome scientifico a ciò che era stato intuito nell’esperienza. La nuova rivista Media Education documenta la metodologia del Med; – l’apertura internazionale: abbiamo ritenuto fondamentale questa linea d’azione: per i giovani è formativo conoscere lingue e culture diverse, venire a contatto con esperienze di altri paesi, vedere oltre il campanile. L’esperienza all’estero fa crescere, stimola la creatività, allarga gli orizzonti e le conoscenze, dà nuove motivazioni per la “mission”. In questi 20 anni il Med è cresciuto come “scuola, comunità, movimento internazionale”: lo auguro anche ai media educator di Perugia e dell’Umbria.

AUTORE: Roberto Giannatelli