“Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo”

La Giornata

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Una parte consistente del mondo avanzato è entrata e sta sempre più navigando in un nuovo spazio, il “cyberspazio”, nel quale uomini e donne singoli, attraverso un personal computer si incontrano con altri uomini e donne e con i loro prodotti intellettuali e fantastici. Notizie politiche, offerte di valori, proposte di vita, informazioni di cronaca, ideologie politiche e fedi religiose arrivano al proprio terminale e sono alla portata di chiunque vi presta attenzione. Giovanni Paolo II, il papa profeta del nuovo millennio, invita i cristiani a non chiudersi in se stessi, ma ad avventurarsi in mare aperto (Duc in altum! Lc 5,4), cercando contatti con la realtà nella quale siamo immersi. La Chiesa, infatti, intesa come popolo di Dio, deve annunciare il Vangelo ad ogni creatura e pertanto, come nella Pentecoste (At 2,5-11), parla tutte le lingue e assume tutte le culture. “Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze”. Nella Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, la trentaseiesima, voluta unanimemente dai padri radunati nel Concilio Vaticano secondo, per la prima volta vengono invitati fedeli e pastori a riflettere seriamente su questo nuovo strumento di comunicazione per assumerne le potenzialità e metterle a servizio di tutte quelle creature che sono disponibili ad accogliere la verità e a ricercare le vie della salvezza. Il messaggio del Papa conclude: “In questa Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, esorto tutta la Chiesa a varcare coraggiosamente questa nuova soglia, per “prendere il largo” nella Rete, cosicché, ora come in passato, il grande impegno del Vangelo e della cultura possa mostrare al mondo “la gloria divina che rifulge sul volto di Cristo” (2Cor 4,6). Che il Signore benedica tutti coloro che operano a questo fine” .Sarà opportuno, a questo punto, ricordare che il tema della Giornata non esaurisce l’impegno globale che i cattolici sono chiamati ad assumere nei confronti di tutti gli strumenti della comunicazione sociale a cominciare da quelli più pervasivi come la televisione a quelli più tradizionali, ma non meno importanti che sono i giornali e i periodici. In particolare sembra opportuno ricordare che la comunicazione della Chiesa cattolica avviene attraverso quei mezzi che essa stessa si è data (il quotidiano Avvenire e i settimanali diocesani -nel nostro caso regionale- come La Voce), che costituiscono la struttura comunicativa propria della Chiesa in Italia e in Umbria.

AUTORE: Mons. Elio Bromuri