La beata Angela da Foligno potrebbe essere presto santa

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Anche se diversi biografi e scrittori, soprattutto francesi, e anche papi come Paolo III, Pio XI e Giovanni Paolo II l’hanno chiamata santa, Angela da Foligno è più propriamente “beata”, perché il suo culto ab immemorabili fu confermato nel 1701 da Clemente XI con questo titolo.

Il desiderio di giungere alla canonizzazione è sempre stato forte nel corso dei secoli, ma è cresciuto soprattutto in quest’ultimo ventennio. Ecco allora la bella notizia: la Congregazione delle cause dei santi ha riconosciuto la validità giuridica del lavoro svolto nell’inchiesta diocesana istruita nel 1994 e ora procederà alla nomina di un relatore per redigere la Positio. Una tappa davvero importante nel lungo iter previsto per una causa di canonizzazione. Se si raggiungerà lo scopo, la figura di Angela, la cui popolarità non è stata mai pari alla sua grandezza, non rimarrà più confinata prevalentemente nell’ambito colto e specialistico, ma verrà a contatto con un crescente numero di persone, arricchendole spiritualmente con la sua preziosa eredità.

La Santa in Romania

Da circa un anno, nella chiesa del monastero delle Clarisse di Roman in Romania, intitolato a “Santa Maria degli Angeli”, si può ammirare una bella vetrata dedicata alla beata Angela da Foligno. Si tratta di un’opera dell’artista Francesco Manlio Lodigiani, che ha eseguito tutte e sei le vetrate della chiesa rifacendosi tecnicamente al metodo costruttivo medioevale, giunto invariato sino ai nostri giorni. La vetrata si può dividere in tre parti. In basso, ai piedi di Angela, si scorgono gli elementi che un tempo erano lo scopo della sua vita: gioielli, denaro e tutte le vanità, rappresentate da uno specchio rotto. Frammenti di una vita “spericolata”, inconsistente e vuota, che dal 1285 prese fortunatamente un’altra direzione, avendo Angela incontrato Dio, “seduttore dei cuori”. Al centro della vetrata è raffigurata Angela che abbraccia Gesù Bambino. Il riferimento è a un bellissima visione che Angela ebbe il 2 febbraio 1301 nella chiesa di San Francesco in Foligno: la Vergine Maria entra in chiesa, si accosta alla veggente e le mette in braccio Gesù. Racconta Angela: “Il Bambino mi restò nudo tra le braccia, aprì gli occhi, li alzò verso di me e mi guardò. Nel guardare quegli occhi provai tanto amore, che fui completamente avvinta. Avvicinai il mio viso al suo e accostai la mia guancia alla sua. Vedendo i suoi occhi che si aprivano e si rivolgevano a me, sentii come un fuoco dentro di me. Un bene, una felicità indescrivibile promanava dal Bambino e dai suoi occhi”.

Il mistero del Figlio di Dio incarnato o “umanato” ha fatto sempre ardere d’amore il cuore della Folignate. Nella parte più alta è rappresentato il mistero eucaristico, anch’esso centrale nella spiritualità di Angela, come dimostrano le sue frequenti visioni ed esperienze estatiche legate a Cristo eucaristia. Se la vetrata di Roman fosse stata più grande, non sarebbe potuto mancare il tema del Cristo crocifisso o “passionato”, che tanta parte ebbe nella vicenda spirituale di Angela. Merita invece di essere segnalato che, nella vetrata gemella, spicca la figura di Giovanni Paolo II, il papa che il 20 giugno del 1993 si recò a Foligno per pregare presso la tomba della grande Mistica folignate e la propose a tutti come “fulgido esempio di virtù evangeliche, maestra sapiente di discernimento cristiano e guida sicura nel cammino della perfezione”.

AUTORE: Bernardo Commodi ofmconv