La benedizione di Eva

PAPA FRANCESCO. Alla vigilia del Sinodo, si concludono le catechesi del mercoledì sulla famiglia

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Lorenzo Maitani, scene bibliche (1320-30): Creazione di Eva. Duomo di Orvieto

Mercoledì scorso, la 27a e ultima catechesi di Papa Francesco sul tema della famiglia. Ma il tema andrà tutt’altro che “in soffitta” perché dal 4 ottobre avrà inizio il Sinodo dei vescovi.

“Siamo – ha infatti ricordato Bergoglio – alla vigilia di eventi belli e impegnativi, che sono direttamente legati a questo grande tema: l’Incontro mondiale delle famiglie a Filadelfia e il Sinodo dei vescovi qui a Roma. Entrambi hanno un respiro mondiale, che corrisponde alla dimensione universale del cristianesimo, ma anche alla portata universale di questa comunità umana fondamentale e insostituibile che è appunto la famiglia”.

Per quindi proseguire: “L’attuale passaggio di civiltà appare segnato dagli effetti a lungo termine di una società amministrata dalla tecnocrazia economica. La subordinazione dell’etica alla logica del profitto dispone di mezzi ingenti e di appoggio mediatico enorme. In questo scenario, una nuova alleanza dell’uomo e della donna diventa non solo necessaria, anche strategica per l’emancipazione dei popoli dalla colonizzazione del denaro.

Questa alleanza deve ritornare a orientare la politica, l’economia e la convivenza civile! Essa decide l’abitabilità della Terra, la trasmissione del sentimento della vita, i legami della memoria e della speranza.

Di questa alleanza, la comunità coniugale-famigliare dell’uomo e della donna è la grammatica generativa, il ‘nodo d’oro’ potremmo dire. La fede la attinge dalla sapienza della creazione di Dio, che ha affidato alla famiglia non la cura di un’intimità fine a se stessa, bensì l’emozionante progetto di rendere ‘domestico’ il mondo.

Proprio la famiglia è all’inizio, alla base di questa cultura mondiale che ci salva; ci salva da tanti, tanti attacchi, tante distruzioni, da tante colonizzazioni, come quella del denaro o delle ideologie che minacciano tanto il mondo. La famiglia è la base per difendersi!”.

Qui come altrove, alla Bibbia – ha aggiunto – “possiamo e dobbiamo nuovamente attingere con ampiezza e profondità… La creazione di Dio non è una semplice premessa filosofica: è l’orizzonte universale della vita e della fede. Non c’è un disegno divino diverso dalla creazione e dalla Sua salvezza. È per la salvezza della creatura, di ogni creatura, che Dio si è fatto uomo: ‘per noi uomini e per la nostra salvezza’, come dice il Credo. E Gesù risorto è Primogenito di ogni creatura (Col 1,15)”.

Dalla sacra Scrittura risulta che “il mondo creato è affidato all’uomo e alla donna: quello che accade tra loro dà l’impronta a tutto. Il loro rifiuto della benedizione di Dio approda fatalmente a un delirio di onnipotenza che rovina ogni cosa. È ciò che chiamiamo peccato originale. E tutti veniamo al mondo nell’eredità di questa malattia.

Nonostante ciò, non siamo maledetti, né abbandonati a noi stessi. L’antico racconto del primo amore di Dio per l’uomo e la donna aveva già pagine scritte col fuoco, a questo riguardo! ‘Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe’ (Gn 3,15).

Sono le parole che Dio rivolge al serpente ingannatore, incantatore. Mediante queste parole Dio segna la donna con una barriera protettiva contro il male, alla quale essa può ricorrere, se vuole, per ogni generazione. Vuol dire che la donna porta una segreta e speciale benedizione, per la difesa della sua creatura dal Maligno. Come la Donna dell’Apocalisse, che corre a nascondere il Figlio dal drago, e Dio la protegge (Ap 12,6)”.

Il racconto della Genesi ha avuto purtroppo alcune indebite conseguenze culturali negative: “Esistono – ha ricordato il Papa – molti luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male. Invece c’è spazio per una teologia della donna che sia all’altezza di questa benedizione di Dio per lei e per la generazione!”.

Per concludere: “La promessa che Dio fa all’uomo e alla donna, all’origine della storia, include tutti gli esseri umani fino alla fine della storia. Se abbiamo fede sufficiente, le famiglie dei popoli della Terra si riconosceranno in questa benedizione.

In ogni modo, chiunque si lascia commuovere da questa visione, a qualunque popolo, nazione, religione appartenga, si metta in cammino con noi. Sarà nostro fratello e nostra sorella, senza fare proselitismo. Camminiamo insieme sotto questa benedizione e sotto questo scopo di Dio di farci tutti fratelli nella vita, in un mondo che va avanti e che nasce proprio dalla famiglia, dall’unione dell’uomo e la donna.

Dio vi benedica, famiglie di ogni angolo della Terra! Dio vi benedica tutti!”.