La città avrà un futuro universitario

Consensi in Consiglio comunale per l'idea di un libero "ateneo della solidarietà"

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Il Consiglio comunale aperto sul tema “Un futuro universitario per Gubbio: l’esperienza del Corso di laurea in Educatore professionale (operatore di condivisione)” ha fatto registrare una sostanziale unanimità di consensi fra tutte la parti politiche rappresentate nella suprema assise del governo comunale. All’introduzione del presidente De Prisco e del sindaco Goracci, i quali ognuno per la sua parte hanno manifestato il proprio caloroso assenso all’iniziativa, hanno fatto seguito le relazioni di Raniero Regni, docente strutturato della Lumsa e coordinatore del Corso di laurea eugubino, di Lucio Lupini, rappresentante della Fondazione Baldassini che sostiene l’iniziativa e don Angelo Fanucci, presidente della Comunità di Capodarco dell’Umbria onlus. Fa capo a questa, a norma dell’art. 2 della convenzione che essa ha a suo tempo sottoscritto, l’impegno a consentire lo svolgimento dell’attività di didattica decentrata nella sede di GubbÈo, al fine di offrire ai futuri educatori professionali un’esperienza di tirocinio a contatto e a vantaggio di soggetti disadattati, o in pericolo di disadattamento e, quindi, bisognosi di vedersi accolti nel vivo della comunità ecclesiale e civile. Mentre la Lumsa assume, attraverso i propri organi, la responsabilità scientifica e didattica delle attività e delle iniziative svolte in collaborazione con la Comunità di Capodarco. Sulla base della relazione ampia e articolata, che i tre relatori hanno offerto all’assemblea e che ha riguardato sia la qualità scientifica dell’iniziativa, sia la sua situazione economica, sia il futuro che da essa ci si propone di far nascere, hanno quindi preso la parola i consiglieri di minoranza Chiocci e Stirati. Quest’ultimo ha ricordato come la storia della Comunità di Capodarco dell’Umbria, soprattutto nella sua fase iniziale, come Comunità di San Girolamo, appartenga ormai al dna di Gubbio. Chiocci ha prodotto un intervento talmente convincente e articolato che il Sindaco stesso ha proposto di assumerlo come traccia per l’ordine del giorno conclusivo della seduta. Per la maggioranza sono poi intervenuti, con contributi stimolanti e arricchenti, i consiglieri Farneti, Scavizzi e Tognoloni. Infine il consigliere di minoranza Aloia si è impegnato a coinvolgere in quella che ha definito una “splendida iniziativa” anche il Governo centrale, in alcune sua specifiche espressioni, estremamente significative nella direzione che tutti hanno auspicato. Tra gli interventi del pubblico particolarmente apprezzati quello del vescovo di Gubbio mons. Pietro Bottaccioli, che ha sollecitato l’adozione di iniziative capaci di affrettare il ritorno a Gubbio, dove sono nate, delle Suore missionarie della scuola e quello dell’ex consigliere comunale e attuale funzionario della Provincia, Elio Fiorucci. Assente la Regione, che pure era stata invitata. Quattro ore di approfondimento, di dibattito pacato ma senza uniformità, hanno portato a un ordine del giorno conclusivo, votato all’unanimità, che impegna gli enti pubblici, il privato sociale, l’imprenditoria socialmente sensibile e tutti i cittadini: a salvare l’esistente, il Corso di laurea in Educatore professionale (operatore di condivisione), reperendo (magari su diversi capitoli) quella non grande quota di fondi che pure, ripartita nei prossimi tre anni, darà tranquillità all’iniziativa; a dare corpo al progetto della Libera Università della solidarietà di Gubbio, nel solco della sua forte tradizione solidarista, antica a recente, verso la progettazione, la sperimentazione e la realizzazione di servizi alla persona emarginata, o a rischio di emarginazione, che si collochino su livelli di umanità sempre più alti.

AUTORE: M.M.