La forza dei santi, oggi

Intervista al card. Angelo Bagnasco durante la sua permanenza in Umbria

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Il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, al termine della 62a assemblea generale della Cei si è trattenuto altri due giorni in Umbria, ospite dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Invitato dal mons. Renato Boccardo, Bagnasco ha partecipato da relatore (venerdì 12 novembre) all’iniziativa culturale della diocesi spoletina “I dialoghi del venerdì”, parlando sul tema “Rapporto Chiesa e mondo nella modernità” (vedi articolo a pag. 28). A margine della conferenza gli abbiamo posto alcune domande. Eminenza, al termine della recente Assemblea generale della Cei ad Assisi, ha lanciato un nuovo invito al laicato cattolico ad impegnarsi in politica e nella società. “Alla Settimana sociale che abbiamo appena celebrato a Reggio Calabria, su 1.200 partecipanti, 300 erano i rappresentanti dei giovani delle nostre diocesi. Il clima era di grande entusiasmo e partecipazione. Tutti hanno espresso una grande voglia di partecipare, a livello politico, amministrativo e sociale, per il bene delle città dove vivono. Questo è un bel segnale. Una grande premessa e una grande promessa. Noi adulti dobbiamo, però, aiutare i giovani a sviluppare una forte vita cristiana, ad avere una conoscenza approfondita circa la dottrina sociale della Chiesa, i meccanismi della società e del mondo politico, per poterli accompagnare e sostenere nel servizio alla società e alla politica, dove potranno farlo. Abbiamo molta fiducia in questo, perché ci sono molti segnali positivi, e soprattutto vediamo tanta voglia, da parte dei giovani, di impegnarsi concretamente”. L’educazione è al centro degli Orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il decennio 2010-2020. L’importanza della famiglia e l’educazione dei giovani: quale può essere un suo messaggio augurale?“Innanzitutto alle famiglie, ai genitori in particolare, vorrei dire una parola di gratitudine per la loro missione giornaliera, per il loro amore, per essere il grembo della vita e la prima scuola di umanità e di fede. Mi piacerebbe far sapere a tutte le famiglie la grande ammirazione e stima che la Chiesa e i suoi Pastori hanno nei loro confronti. In secondo luogo, una parola sulla questione educativa. Educare è difficile e noi Vescovi ne siamo consapevoli. Lo è sempre stato, ma oggi, forse, per certi aspetti lo è di più. Vogliamo però dire che è possibile. Come ci ricorda il Papa, laddove c’è la speranza, la fiducia nella vita e nel futuro, lì cresce, si conferma il compito e l’entusiasmo educativo. La Chiesa, la comunità cristiana in tutte le sue articolazioni, è vicina alle famiglie in questa grande missione educativa, in modo rispettoso e discreto, con grande convinzione e con un grande patrimonio che è il Vangelo e tutta la storia bimillenaria di educazione che la cattolica”. Ha trascorso una settimana in Umbria, prima per la riunione della Cei ad Assisi, e poi, su invito dell’arcivescovo Renato Boccardo, a Spoleto e a Cascia. Che impressione ha avuto di questa piccola regione? “Innanzitutto c’è la presenza di grandi santi. Non si tratta di una cosa del passato: siamo dinanzi ad una presenza viva e attuale, che crea un clima e un senso di spiritualità diffuso e unico che si avverte venendo in Umbria. Visitare i luoghi di san Francesco, santa Chiara, santa Rita, san Benedetto e di tutti gli altri santi di questa splendida terra fa bene. Accanto a questo aspetto della santità ho notato, a Spoleto in modo più approfondito, delle comunità ecclesiali vive e vivaci, che vogliano crescere sempre di più nella fede e nell’amore a Cristo e alla Chiesa, per poter essere veramente sale, lievito e luce per la società”.

AUTORE: Francesco Carlini (hanno collaborato Riccardo Liguori e Francesco Locatelli)