La libertà religiosa va meglio tutelata

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani il card. Koch mette a fuoco i punti dolenti di oggi per le Chiese cristiane

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Card. Kurt Koch
Card. Kurt Koch

Vivere per la giustizia e la pace, combattere ogni forma di odio, razzismo, emarginazione per “una società costruita sulla dignità, sull’uguaglianza, sulla fraternità”. Questo l’impegno che i cristiani delle diverse Chiese intendono prendere nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si celebra dal 18 al 25 gennaio e quest’anno ha per tema “Quel che il Signore esige da noi” (cfr. Mic 6,6-8). Ne parliamo con il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani.

Quale significato ha il tema della libertà religiosa?

“I testi per la Settimana di preghiera evidenziano quest’anno il problema fondamentale d’ingiustizia che esiste nel sistema delle caste in India. Dietro a questa scelta, emerge però un problema ancor più fondamentale. La fede cristiana è la fede più perseguitata nel mondo: l’80% dei perseguitati a causa della loro appartenenza religiosa sono cristiani. Giovanni Paolo II fu il primo a parlare dell’ecumenismo dei martiri perché tutte le Chiese e comunità ecclesiali hanno i loro martiri. Di fronte, quindi, alla persecuzione dei cristiani nel mondo, la Chiesa cattolica deve approfondire l’insegnamento della libertà religiosa perché – come ha detto Benedetto XVI – è il fondamento di tutti i diritti umani, e questo approfondimento è molto importante, anche attraverso la preghiera”.

Cosa possono fare le Chiese?

“Penso che, in primo luogo, occorra essere solidali nelle situazioni di violenza, sopraffazione, persecuzione. Le Chiese devono essere più presenti, e soprattutto in Europa i cristiani devono essere più coscienti di queste situazioni. Noi parliamo di molte cose, di molti problemi, ma questa sfida, pur molto grande, non è sufficientemente presente. Mi sembra importante esprimere solidarietà affinché i perseguitati nel mondo a causa della loro fede non si sentano lasciati soli”.

La Settimana è anche occasione per fare un bilancio ecumenico…

“Penso che ci siano due problemi fondamentali. Il primo: l’obiettivo ecumenico nell’accezione della Chiesa cattolica è una unità visibile della Chiesa nella fede, nei sacramenti, nei ministeri. Per cui i cambiamenti delle condizioni per l’accesso al ministero toccano fondamentalmente il processo ecumenico. Il secondo problema è che questi cambiamenti riconducono al fatto che le grandi sfide per i dialoghi ecumenici oggi non sono più di natura dottrinale della fede, ma sono soprattutto di natura etica. Negli anni ‘70-80 si diceva che la fede divideva ma l’agire univa. Oggi dobbiamo dire piuttosto il contrario, con l’emergere di divisioni a livello etico. Si tratta, però, di una sfida da approfondire: non soltanto per la credibilità delle Chiese, ma anche per la missione di portare il messaggio cristiano nelle nostre società. Se le Chiese e le comunità ecclesiali hanno visioni molto diverse tra loro a livello etico, non possiamo fare una buona evangelizzazione”.

AUTORE: Maria Chiara Biagioni

2 COMMENTS

  1. Lottare per la giustizia, per la Pace,per gli emarginati…le intenzioni sono belle, sono innumerevoli e lodevoli, ma nel concreto noi laici ci sentiamo emarginati, l’ascolto mai l’obbedienza Laica e Religiosa sempre…
    Eppure siamo sempre chiamati per esigenze di soldi e di presenza per qualche manifestazione.

    In Francia, paese Laico,quei pochi Cristiani sono scesi in Piazza contro le nozze Gay, in Italia non riesco a sentire proposte concrete da parte delle Istituzioni Religiose; pochi giorni or sono ,ho scoperto che gli Aborti ufficiali negli Ospedali costano allo Stato duecento milioni di € per anno io sono contro l’aborto,ma anche i miei € vanno in quella direzione.Chi propone qualcosa di contrario e legittimo?

    Politicamente credo che moltissimi siano confusi,non esiste un programma chiaro da seguire solo frasi e accorpamenti per una altra corsa alle poltrone …

    Si La Chiesa deve essere più presente, noi come Laici ci saremmo, ma dobbiamo partecipare Tutti anche i nostri Capi Istituzionali, alcuni di loro si sentono solo coi politici di turno.
    Lei dice bene “La Chiesa deve essere più presente” e deve far sentire la Sua Voce piena di esperienza e essendo il Braccio di Dio deve ,assolutamente,anche controbbattere, sono un Cristiano ma anche un Cittadino e desidero che La Mia Chiesa sia garante dei Valori che rappresenta e che si proponga anche con le Istituzione per frontteggiare le enormi derive che stanno accompagnando questa civiltà in un vero disastro. Le Banche non potranno mai sollevare gli Stati,solo il Lavoro può esercitare questa possibilità

    Che Dio ci Benedica Tutti e che perdoni color che tacciono di fronte alle ingiustizie.
    Grazie Aristide Maffei

    • I laici potrebbero essere protagonisti nella Chiesa senza dover attendere il comando dall’alto, essendo responsbili in proprio in quanto battezzati e in comunione con la Chiesa e tutte le sue componenti, assumendo compiti propri ed esclusivi. In particolare è alla ribalta la gestione della politica e dell’economia fatta con competenza professionale ed acuto senso della giustizia per il raggiungimento del bene comune e di esercizio continuo di fraternità universale. E.B.

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