La pace comincia dall’accoglienza di tutti

Assisi / Duemila ragazzi dell'Azione cattolica celebrano la "Festa della pace"

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L’Azione cattolica ragazzi dell’Umbria ha celebrato la “Festa della pace” ad Assisi domenica 28 gennaio scorso. Presenti anche delegazioni “acierrine” di Marche, Puglia, Lazio, Campania, Emilia Romagna e Toscana. Duemila ragazzi dell’Acr hanno sperimentato la gioia di stare insieme nel Signore condividendo una speciale solidarietà con i coetanei di Sarajevo, in collegamento diretto dalla capitale della Bosnia. Un ponte tra i ragazzi dell’Umbria e i giovani della Scuola interetnica, che l’Azione cattolica umbra si impegna da oggi a mantenere saldo nel tempo. Il cardinale di Sarajevo mons. Vinko Puljic, insieme alla presidente nazionale dell’Azione cattolica Paola Bignardi e all’assistente generale mons. Agostino Superbo, ha salutato i ragazzi e rivolto una speciale omelia che lascia all’Azione cattolica umbra il compito e l’impegno per una nuova evangelizzazione basata sull’annuncio e sulla vita di carità: “Azione cattolica dell’Umbria e dell’Italia intera apri le porte a Cristo. Costruisci con Lui il tuo presente e cammina con Lui verso il futuro. La tua via sia quella del vangelo che sei chiamata ad annunciare e testimoniare. Solo così sarai in grado di dare quel contributo concreto, richiesto a te, per rendere il mondo più umano, più consono al progetto di Dio sull’uomo: il contributo della fede, della speranza, della carità”. Presente alla Celebrazione eucaristica in Santa Maria degli Angeli, presieduta dal card. Puljic, il presidente della Conferenza episcopale umbra mons. Sergio Goretti. Merita qualche considerazione la presenza di 2.000 ragazzi: questo numero dice la capacità di aggregazione di un’Associazione che, nelle parrocchie, a stretto contatto coi parroci, opera avendo la catechesi e l’animazione delle giovani generazioni come spunto molto importante della sua vita. Ma duemila ragazzi sono anche una sfida: come continuare, dopo il Giubileo, ad essere operatori di pace e di riconciliazione? La pedagogia dell’Ac non ama i grandi gesti: le stesse feste e manifestazioni sono il punto d’arrivo e di partenza, che mette in luce il sommerso lavoro di educazione e formazione. La scelta catechistica è quella esperienziale: calare gli insegnamenti evangelici nella vita quotidiana, trasformandoli in gesti, atteggiamenti, linguaggi che rendano visibile l’utopia del vangelo. L’incontro di Assisi è stato, in qualche modo, la chiusura dell’anno giubilare per l’Ac, che ha visto tutte le regioni d’Italia mobilitarsi. E’ bello chiudere con S. Francesco, che incarna un esempio molto sentito anche dai ragazzi: un uomo veramente pacifico, perché tutto evangelico. E’ anche un segno profetico – l’impegno per la scuola di Sarajevo – che dimostra come la pace comincia dall’accoglienza di tutti, trasformando la diversità in una ricchezza. In questo, i ragazzi sanno darci dei punti.

AUTORE: M.R. / L.O.