La pala dei Decemviri di Perugino è tornata a Perugia (video)

Tempo di lettura: 132 secondi

La Pala dei Decemviri di Pietro Vannucci detto il Perugino è tornata a Perugia. L’opera, proveniente dai Musei Vaticani, è stata così ricomposta con la cornice e la cimasa originali all’interno della cappella dei Priori, nella Galleria nazionale dell’Umbria, luogo per il quale era stata commissionata.

L’operazione si è resa possibile grazie alla collaborazione tra i Musei Vaticani e la Galleria nazionale dell’Umbria. A presentare l’opera ricomposta erano presenti i due curatori Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani e Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria.

Realizzata da Pietro Vannucci nel 1495, la pala venne prima commissionata al perugino  Pietro di Galeotto, che morì nel 1483, fatto che determinò la riassegnazione dell’opera al Perugino.

La tavola ritrae la “Madonna in trono con il Bambino tra i santi patroni di Perugia Ercolano, Costanzo, Lorenzo e Ludovico”. Ercolano il “defensor civitatis” dall’assedio di Totila morto nel 549; Costanzo il primo vescovo della città martirizzato al tempo di Marco Aurelio; Lorenzo il santo patrono cui è dedicata la cattedrale di Perugia, Lodovico, protettore del Palazzo dei Priori, proclamato santo nel 1317.

A coronamento venne realizzata una cimasa, commissionata a Sante di Apollonio, perché il Perugino era impegnato altrove,  con l’immagine della Madonna della Misericordia e i ritratti “al naturale” dei dieci priori allora in carica, guidati da Tiberuccio Signorelli. Con il nuovo contratto a Perugino il soggetto della cimasa venne sostituito con l’immagine del “Cristo morto” con il quale i Priori intendevano celebrare l’istituzione del Monte di Pietà.
Il tema iconografico rende esplicita la valenza identitaria del dipinto e rimarca il suo stretto legame con la dimensione civica.

La pala nella sua interezza rimase nella cappella fino al 1553, quando, in seguito alla soppressione della carica priorale, fu trasferita in una stanza al primo piano del palazzo, adattata a nuova cappella. Nel 1797 il pannello centrale venne requisito dagli emissari di Napoleone che la portarono a Parigi.

Nel 1816, tramontata la lunga parentesi di Bonaparte e restaurata la monarchia borbonica, Antonio Canova, inviato a Parigi da Papa Pio VII per recuperare il maltolto, riuscì a riportare a Roma la tavola che – nonostante le vibranti proteste dei perugini – venne destinata alla Pinacoteca Vaticana.

La cornice, scolpita e dorata dal pittore perugino Giovanni Battista di Cecco detto il Bastone e il pannello con il Cristo in pietà rimasero invece a Perugia e confluirono poi nelle collezioni dell’Accademia.
L’opera ricomposta rimarrà in esposizione nella Cappella dei Priori fino al 26 gennaio.

Dopo l’esposizione perugina l’opera verrà presentata nella sua interezza ai Musei Vaticani nel 2020 come evento legato alle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello.

M. A.

LASCIA UN COMMENTO