La parrocchia di San Giovanni Battista a Magione

Tempo di lettura: 187 secondi

“È una bella parrocchia, con tanti volontari, molto impegno e partecipazione”. Così Agnese, responsabile dei catechisti, descrive la comunità di San Giovanni Battista a Magione.

“La parrocchia è il cuore della comunità, tanto che anche alcune realtà laiche del paese vi collaborano spesso. La Pro loco ha cucinato molte volte per i ragazzi del catechismo per feste o incontri speciali, mentre l’associazione degli anziani, attraverso il suo coro ‘Novella Santuari’, ogni tanto anima la messa, come accadrà questa domenica” dice ancora la responsabile della catechesi.

Oltre al coro degli anziani, da due anni a questa parte San Giovanni Battista ha anche un suo coro stabile, grazie all’esortazione dell’arcivescovo Gualtiero Bassetti che ne aveva sottolineato l’importanza durante la visita pastorale. Il coro si chiama “Iubilate Deo”, si incontra settimanalmente per provare ed è composto da circa 20 elementi, tra cui molti giovani che suonano chitarre, flauto e violino. “I ragazzi sono stati fin da subito coinvolti nel coro e sono entusiasti di farne parte” racconta Chiara, animatrice del gruppo del dopo-cresima. Al settore giovani è riservata molta attenzione in quanto “la nostra è una parrocchia attiva, ma ha sempre bisogno di continuare a crescere” soggiunge.

Domenica 15 aprile Umbria Radio trasmetterà in diretta la messa celebrata alle ore 11.15 presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Magione. La celebrazione sarà presieduta dal parroco don Stefano Orsini e da don Giorgio Varghese. All’interno della messa, animata dal coro “Novella Santuari”, alcune coppie festeggeranno 50 anni di matrimonio.

I gruppi del dopo-cresima sono tre e accompagnano i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Il catechismo parte dalla classe terza elementare, che conta ben 48 bimbi e un’équipe di 4 catechisti. Ogni fascia d’età forma un gruppo, il più numeroso dei quali è quello di quarta elementare che si compone di 49 bambini per 5 catechisti. “Sono numeri importanti – afferma Agnese ma bisogna considerare che più ci si allontana dai sacramenti più vanno scemando, anche se nelle classi delle medie, in età 11 e 12 anni, riusciamo comunque a mantenere classi da una ventina di ragazzi”.

“Abbiamo anche la fortuna – continua – di avere molti volontari che si offrono come catechisti, dandoci la possibilità di preparare gli incontri insieme e non da soli. Cerchiamo di utilizzare metodologie diverse per approcciarci ai bambini e spesso alterniamo la classica ‘lezione’ ad attività e giochi sempre relativi al tema affrontato”.

I catechisti hanno anche preso parte a incontri di formazione organizzati in Unità pastorale con le parrocchie di Antria, Castelvieto, Montecolognola, Montesperello, San Feliciano, San Savino e Villantria.

La parrocchia dispone poi di una casa di accoglienza per anziani e di una scuola dell’infanzia, l’asilo Danzetta, gestito dalle suore Jennifer e Dorothy e da alcune maestre. La scuola è stata l’unica struttura pre-scolastica del Comune di Magione per molti anni, fino all’istituzione della scuola materna statale negli anni ’70.

La comunità parrocchiale di San Giovanni Battista è inoltre molto attiva anche sul versante della solidarietà, con due grandi realtà: la Caritas, presieduta dal parroco don Stefano Orsini, e la Misericordia di Magione, i cui volontari si occupano del trasporto dei disabili.

Bellezze umane, ma anche artistiche: la chiesa parrocchiale è molto preziosa anche dal punto di vista storico e artistico. Edificata alla fine del XIII secolo dai Gerosolimitani (gli attuali Cavalieri di Malta), dopo vari ampliamenti nei secoli fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e risistemata nel dopoguerra, abbellita al suo interno con dipinti di Gerardo Dottori.

“Oltre a San Giovanni Battista – aggiunge Agnese – abbiamo un’altra bellissima chiesa, forse meno conosciuta, quella della Madonna delle Grazie”. Questa chiesetta era in passato nota col nome di “Madonna dell’ospedale di Magione” in quanto annessa a un ospedale detto “dei poveri” che fu soppresso nel XVIII secolo. La struttura vanta al suo interno un affresco che risale al 1371.

 

AUTORE: Valentina Russo