La più antica, la più bella

Gualdo Cattaneo. Riapre al culto dopo i restauri la chiesa di Sant’Agostino

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Sabato 29 ottobre la comunità di Gualdo Cattaneo potrà, finalmente, tornare a pregare nella bellissima chiesa di S. Agostino. Alle ore 17.30 l’Arcivescovo vi celebrerà la messa, riaprendola ufficialmente al culto. Con lui concelebreranno il parroco e il vice parroco di Gualdo e Pomonte: don Bruno Molinari e don Floribert Avonyima. La chiesa di Sant’Agostino è la più antica di Gualdo Cattaneo, incantevole borgo fondato nel 975 ad opera del conte germanico Edoardo Cattaneo, vassallo dell’imperatore Ottone II di Sassonia. Fu costruita nel 1136 per volere dei padri Benedettini che vi costruirono accanto anche un piccolo convento, soppresso nel 1652 da papa Innocenzo X ed attualmente non più esistente; oggi vi si trova edificata la casa parrocchiale e un complesso abitativo di proprietà dell’Istituto diocesano sostentamento clero dato in locazione all’Arma dei carabinieri. La chiesa, originariamente dedicata all’Annunziata e a S. Benedetto, nel 1258 passò agli Agostiniani eremitani: la restaurarono e la intitolarono al santo vescovo di Ippona; il priore della comunità era il beato Ugolino da Gualdo Cattaneo. Restaurata nel 1926, e più recentemente intorno agli inizi degli anni ’90 del ’900, fu indicata come chiesa parrocchiale nel 1988. Oggi, invece, la chiesa parrocchiale è quella dei Santi Antonio e Antonino, situata nella centralissima piazza di Gualdo. La facciata originaria è caratterizzata da un portale ogivale in pietra rosa e la struttura da conci di arenaria. Al centro della porta, sul concio di chiave dell’arco, è scolpita la figura del protettore del Comune di Gualdo Cattaneo, san Michele Arcangelo. L’interno, con uno splendido soffitto ligneo a capriate, custodisce un grande affresco del 1482 della scuola del pittore folignate Nicolò Alunno raffigurante la Crocifissione; c’è anche un dipinto del Quattrocento ed una tavola del XIV sec. di Maestro Bastiano. L’edificio di culto è stato chiuso nel febbraio del 2010 a causa dell’azione di marcimento di microrganismi che hanno progressivamente degradato la compattezza del materiale legnoso del tetto, provocando la rottura di una testata della capriata. Il progetto di recupero è stato effettuato dall’architetto Norberto Santini; i lavori sono, invece, stati eseguiti dall’impresa Nanni e Figli snc. Il cantiere è partito il 16 maggio 2010: è stato completamente rifatto il solaio costituito da capriate in legno lamellare, non più in abete come prima, arcarecci e travicelli lignei con soprastante impalcato di pianelle in conto e manto di copertura in coppi e sottocoppi di laterizio disposti su guaina impermeabilizzante.

AUTORE: Francesco Carlini