La politica ha perso la bussola

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Scrivo queste righe mentre l’Italia (quella che si interessa di politica) sta con il fiato sospeso: Letta lascerà il governo? Renzi prenderà il suo posto? Probabilmente, quando il giornale arriverà ai lettori, queste domande avranno già avuto risposta. Comunque vadano le cose, questo episodio mi sembra l’ennesima prova dello sfascio della politica. Il quadro sembrava abbastanza chiaro: Letta governa e Renzi dal suo posto di capo del partito propone le riforme, e soprattutto la nuova legge elettorale; poi, quando saranno state definite le nuove regole del gioco, ci saranno le elezioni e si vedrà chi vince. Stop. Ma se Renzi va al governo (ammesso che ci vada) prima che siano passate le riforme istituzionali e la legge elettorale, la sua posizione diventa più vulnerabile, sarà costretto a più compromessi, la difficoltà di governare appannerà la sua immagine. Quando infine verranno le elezioni, per Renzi presentarsi come capo del Governo uscente sarà uno svantaggio, non un vantaggio. Toccasse a me dargli un consiglio (ma per fortuna sua e mia, non tocca a me) gli direi di non provarci. Intanto, già ora, e anzi da diverso tempo, le grandi istituzioni dello Stato agiscono in modo sempre più confuso. La confusione investe anche i ruoli del Governo e del Parlamento. Le leggi non nascono più in Parlamento, ma vengono alla luce come decreti-legge del Governo, che poi le Camere devono approvare con procedura d’urgenza. Sarebbe, secondo la Costituzione, una formula eccezionale; è diventata invece abituale, e questo è un abuso che la Corte costituzionale ha più volte denunciato. Un altro abuso è quello di infilare nei decreti-legge o nelle leggi che li ratificano contenuti eterogenei, disparati; e ciò toglie senso al dibattito parlamentare. È accaduto nelle settimane scorse con il decreto-legge che si occupava promiscuamente dell’Imu e della Banca d’Italia; era accaduto otto anni fa con la legge Fini-Giovanardi sui tossicodipendenti (infilata nel decreto-legge per il finanziamento delle Olimpiadi invernali di Torino) che proprio per questo è stata annullata dalla Corte costituzionale mercoledì scorso. Il sistema politico ha perso la bussola.

AUTORE: Pier Giorgio Lignani