La radice dell’Europa

Festa di san Benedetto a Norcia. Il solenne pontificale presieduto dal card. Lajolo

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San Benedetto è una radice portante d’Europa”. Lo ha detto il card. Giovanni Lajolo che lunedì 21 marzo ha presieduto a Norcia il solenne pontificale in onore proprio di san Benedetto. Invitato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, il presidente della Pontificia commissione e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, domenica 20 marzo, con la Fiaccola benedettina ha acceso il tripode posto nella piazza centrale di Norcia, ai piedi della grande statua del Santo circondata dalle bandiere dei Paesi europei. Ha anche presieduto la celebrazione del transito del Santo nella basilica sorta sopra il luogo della sua nascita, definita appunto incunabula sanctorum che significa “luogo di nascita dei santi”. Il freddo pungente arrivato in Umbria il primo giorno di primavera non ha scoraggiato i fedeli nursini e dell’intera arcidiocesi che hanno riempito prima la piazza per assistere al corteo storico e poi la basilica di S. Benedetto per partecipare alla messa presieduta dal card. Lajolo. “Una caratteristica che a me piace rilevare del Santo nursino, come del resto in tutti i Santi – ha detto il porporato nell’omelia – è che la loro vita ha una fecondità umanamente verificabile, ben al di là del loro tempo, diventando parte integrante della vita di uomini e di donne di epoche e di luoghi del tutto diversi. A san Benedetto la Chiesa ha riconosciuto, per primo, un ruolo determinante nella fondazione della civiltà e della cultura europea, la quale a sua volta ha permeato di sé tutta la civiltà e la cultura occidentale”. “Il lavoro manuale dei monasteri medievali – ha proseguito – ha dissodato l’Europa; questi diventarono centri di civiltà agricola, d’irradiazione economica e di aggregazione di popolazioni. Con il monachesimo benedettino il lavoro cessa di avere una connotazione servile ed assume il valore di elemento proprio dell’uomo che riflette la luce di Dio creatore. Le abbazie si trasformarono in grandi scuole, non solo di teologia, ma di erudizione umanistica e scientifica. Da Norcia, che ancora si nutre dello spirito del suo più illustre concittadino, ribadiamo che, senza la radice feconda del monachesimo fondato da Benedetto, l’umanesimo del Rinascimento e gli sviluppi culturali dei secoli successivi non sarebbero stati possibili”. Una preghiera particolare si è levata per tutti quei Paesi dove la pace è a rischio, dove si combattono guerre, dove la gente vive nella precarietà. “Abbiamo una grande responsabilità – ha detto l’arcivescovo Boccardo – e non possiamo delegare altri a lavorare per la pace. Tutti, nessuno escluso, siamo invitati a diventare, alla scuola di san Benedetto, operatori di pace e a favorire i rapporti umani per ricreare il tessuto della società in cui viviamo”. Nel corso della celebrazione eucaristica il pensiero è andato all’abbazia di Montecassino e alla ritrovata unità tra i due luoghi simbolo di san Benedetto: Norcia dove è nato e ha appreso i rudimenti della fede, e Montecassino da dove si è irradiato nel mondo il suo messaggio e dove riposano le sue spoglie mortali. La tela del dialogo si è riannodata grazie all’amicizia tra l’arcivescovo Boccardo e l’abate ordinario di Montecassino Pietro Vittorelli e si è concretizzato con l’unica Fiaccola benedettina accesa lo scorso 3 marzo nell’abbazia di Westminster a Londra. Di questo aspetto è entusiasta il sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli: “La Fiaccola ha voluto essere un simbolo della ritrovata collaborazione tra le comunità di Norcia e Cassino, che negli ultimi anni seguivano strade differenti nell’organizzazione delle festività in onore del loro Patrono”. Norcia ha voluto rendere omaggio a Benedetto anche con un elevato e partecipato momento musicale tenutosi nel civico teatro domenica 20 marzo: il concerto della banda musicale del Corpo della gendarmeria vaticana. Le celebrazioni in onore del Patrono d’Europa sono terminate con la preghiera dei vespri e la processione per le vie della città di Norcia: entrambi i momenti sono stati presieduti dall’arcivescovo Boccardo.

AUTORE: Francesco Carlini