La scuola contro la Piovra

CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI. Incontro sul tema 'Le mafie ieri e oggi'

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Chissà cosa avrebbe detto sul fenomeno mafioso don Luigi Ciotti, il pomeriggio del 27 aprile scorso, ai numerosi studenti seduti presso la Sala consiliare del Comune di Città di Castello, se la sua partecipazione non fosse stata impedita per la scomparsa di una persona a lui cara. L’incontro, dal titolo ‘Le mafie ieri e oggi’, organizzato dalla Consulta provinciale degli studenti di Perugia per iniziativa del Presidente Leonardo Esposito, pur segnato dall’assenza del noto sacerdote (fondatore dell’associazione Libera), è stato tuttavia un momento di riflessione e di approfondimento per conoscere attentamente il tema della mafia. Dopo i saluti del sindaco tifernate Fernanda Cecchini, sono stati proiettati due interessanti filmati: uno parlava del giornalista siciliano Peppino Impastato ucciso dalla mafia per le sue coraggiose e scomode inchieste radiofoniche, il secondo riproponeva una puntata de La storia siamo noi’ di Giovanni Minoli sulla vita dei giudici palermitani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi vittime di stragi mafiose. Al termine si è aperto un vivace dibattito, cui hanno preso parte Manuela Comodi, magistrato di Perugia, e Lorenzo Baldi, vicedirettore del mensile Animafia2000. ‘Il sistema mafioso non c’è solo in Sicilia – ha detto la Comodi – ma è radicato in tutto il Paese. La mafia, oltre a commettere reati di estorsione (esigere il ‘pizzo’) uccide ogni oppositore e imbonisce, prezzolandolo, qualsiasi uomo che la favorisca. Il rifiuto della mafia deve essere netto’. Il giornalista Baldi, sfogliando la cronaca, denuncia ‘i gravi casi in cui la politica si schiera con la mafia, a discapito della libertà e della salute dei cittadini. Bisogna esecrare ogni uomo politico con una condanna pendente per associazione mafiosa. Da qualche anno la mafia non commette stragi perché è stata esaudita anche attraverso una legislazione a lei favorevole’. L’alternativa a tutto ciò è l’impegno quotidiano per la formazione di una vera e propria cultura della giustizia sociale; in questo il ruolo della scuola è determinante, per cui è opportuno ridare centralità ai luoghi dove si produce sapere e dove si formano le persone. Soddisfazione per la manifestazione anche da uno degli organizzatori tifernati, Cristian Goracci, ex presidente della Consulta: ‘Il fatto che la Consulta provinciale degli studenti abbia scelto la nostra realtà per lo svolgimento dell’iniziativa, ha significato un riconoscimento di non poco conto per gli sforzi compiuti dall’Amministrazione comunale nel campo della cultura e della formazione giovanile’.

AUTORE: Saverio Freddi