La spigliata modernità dell’Apostolo delle genti

Dieci milioni di spettatori per il film del "Progetto Bibbia"

Tempo di lettura: 126 secondi

Ancora una conferma di indici di ascolto per un film del “Progetto Bibbia” prodotto dalla Lux-Vide per Rai1. San Paolo ha raccolto davanti agli schermi 9.000.000 di spettatori domenica sera ed oltre 9.500.000 lunedì. Alcuni editorialisti hanno commentato il fatto come una riconferma della “voglia di sacro” presente nel pubblico televisivo. Per parte mia ritengo si tratti anche di una “voglia di buona televisione”. San Paolo è stato infatti, secondo gli intendimenti del progetto Bibbia, prima di tutto un prodotto televisivo di livello, attento ai ritmi del racconto, ad una solida presentazione dei personaggi, ad una proposta di contenuti rispettosi del dato storico e della fede in una visione ecumenica. Per far questo la sceneggiatura ha utilizzato tutte le informazioni su Paolo che si possono trarre leggendo non solo le sue Lettere, ma anche gli Atti degli Apostoli, le fonti giudaiche che ci descrivono la vita in Palestina nel corso del primo secolo e quelle greche e romane, che ci aiutano a comprendere il mondo e la mentalità al tempo dell’impero. Alcuni commentatori hanno notato una modernità e “spigliatezza” di san Paolo che sono sembrate eccessive; ma era importante sottolineare un fatto che speso passa sotto silenzio nella nostra lettura della Bibbia. Se infatti 2000 anni ci separano da san Paolo, sono quasi 4000 quelli che ci dividono da personaggi come Abramo o Giacobbe! La vita e la mentalità di Paolo di Tarso non possono perciò essere tratteggiate e rappresentate come quelle di Abramo. La potenza dell’immagine televisiva è stata poi quella di operare una ormai indispensabile “operazione simpatia” nei confronti dell’Apostolo delle Genti, i cui effetti si vedranno, lo spero vivamente, in un prossimo futuro. Per la maggioranza dei cristiani, che conoscono la Bibbia solo attraverso l’ascolto delle letture della Messa domenicale, san Paolo è l’autore di strane lettere, delle quali si leggono brevi brani, spesso poco comprensibili e del tutto scoordinati rispetto al tema della stessa celebrazione. Il risultato è che san Paolo resta per molti un grande sconosciuto, di cui abbiamo in mente un’immagine vagamente pedante, moralistica e soprattutto noiosa. Se il film trasmesso da Rai1 spingerà alcuni “cristiani della domenica” a provare a leggersi con calma e per intero una lettera di san Paolo, avrà ottenuto un risultato di gran lunga più rilevante del fatto di avere incollato al video quasi 10.000.000 di spettatori. Questa televisione, gradita ai credenti ed anche ai laici, dovrebbe far riflettere coloro che decidendo i programmi, pensano ai telespettatori come ad una massa beota, sempre pronta ad ingoiare qualsiasi “Grande Fratello” venga loro proposto.

AUTORE: Don Nazzareno Marconi