La straordinaria vicenda di tre “giovani” proposta ai 12mila che aspettano Papa Francesco

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Crocifisso di Alberto Sotio. Una riproduzione viene donata a Papa Francesco
Crocifisso di Alberto Sotio. Una riproduzione viene donata a Papa Francesco

La carica dei 12.000: a tanto ammontano i giovani iscritti all’incontro con il Papa ad Assisi il 4 ottobre. Il giovane di Assisi Francesco di Bernardone e il “giovane nel cuore” Papa Francesco Bergoglio s’incontrano, e questo evento ha richiamato molti giovani della nostra regione.

È un evento di grazia, dono del Signore che ci dona gioia ma che ci carica di responsabilità. Il Signore ha infiniti modi per attirare a sé le anime; il desiderio di Dio è nel cuore, e occorre trovare le occasioni per farlo emergere.

Chi poteva immaginare che ottocento anni fa il giovane di belle speranze Francesco di Bernardone, incontrando un altro giovane, vissuto 1200 anni prima, di nome Gesù di Nazaret, facesse scoppiare una rivoluzione tale che dopo tutti questi secoli migliaia e migliaia di persone ancora ne subiscono il fascino!

I miti umani tramontano ma la fede, la santità della vita travalicano i secoli, sono sempre-verdi. Se il giovane Francesco di Assisi non Lo avesse incontrato, forse sarebbe diventato cavaliere o avrebbe sviluppato l’azienda paterna. Gesù l’ha fatto puntare in alto, e oggi siamo in marcia non per incontrare il Francesco delle ricchezze ma quello della povertà, tanto che un Pontefice romano si è voluto chiamare come lui.

L’incontro con Gesù cambia la vita. Il Papa, al termine dell’incontro a Santa Maria degli Angeli, ci lascerà un’immagine: è quella di Cristo. Abbiamo scelto il volto del Crocifisso dipinto dal Sotio nel 1187 a Spoleto e gliene regaleremo una riproduzione.

Anche Francesco all’inizio della sua avventura guardò un’immagine del Cristo nella chiesetta di San Damiano, anzi è più preciso dire che lui fu guardato. Gesù guardò anche un altro giovane: è il famoso “giovane ricco” che disse di no. Invece il giovane ricco di Assisi gli ha detto di sì. Di quello non sappiamo neanche il nome; del figlio di Bernardone è il caso di dire che conosciamo vita, morte e miracoli.

Ho disegnato una vignetta ambientata nella stanza nuziale dei genitori di san Francesco, dove la mamma Pica con accanto a sé il neonato Francesco si rivolge al marito dicendogli di aver sognato un Papa che si sarebbe chiamato Francesco. Il marito Pietro la fredda, invitandola a dormire e a non dare retta ai sogni. Invece il sogno si è avverato.

Sicuramente tra tutti questi giovani convenuti a Santa Maria degli Angeli ci sono i santi del nuovo millennio, che vogliono mettere in gioco la loro vita con Cristo. Santi che la nostra bella Umbria ha “prodotto” in modo notevole, ma di cui ha urgente bisogno anche oggi.

AUTORE: Don Marcello Cruciani Coordinatore Commissione regionale Pastorale giovanile