La tolleranza non basta

Mostra fotografica sul viaggio del Papa in Israele

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Il 12 settembre scorso si è chiusa la mostra sul viaggio del Papa in Israele dell’anno scorso che è rimasta aperta per una settimana nella sala del Dottorato, presso le Logge di san Lorenzo a Perugia, insieme alla mostra delle “Fonti”, costituita da grandi foto di alcuni tra i simboli religiosi più importanti delle religioni presenti nella Terra santa, la religione ebraica, quella cristiana, la musulmana e il tempio dei baha’i. La mostra è stata organizzata congiuntamente dalla diocesi perugina e dall’Ambasciata israeliana presso la S. Sede con il patrocinio della Provincia di Perugia, che ha fornito le strutture di supporto dei pannelli e la traduzione simultanea della conferenza. Vivo apprezzamento è stato espresso dai molti visitatori che hanno lasciato le loro impressioni nel registro. Fine dell’iniziativa, secondo gli organizzatori era quello di creare una cornice documentaria per un dialogo tra cristiani ed ebrei, che si è svolto in occasione dell’apertura con la presenza dell’ambasciatore Yoseph Lamdan, dell’arcivescovo mons. Giuseppe Chiaretti, di rappresentanti del Capitolo cattedrale e di personaggi della cultura e degli enti locali. Al momento celebrativo è seguito un dialogo vero e proprio con un’ interessante relazione del prof. Raphael Jospe, docente di filosofia ebraica, il quale ha trattato dal suo punto di vista la possibilità di un accordo tra le religioni del mondo nel rispetto delle diversità dei vari riti. Il principio di riferimento del discorso del professore israeliano è quello che non vi può essere pace tra gli uomini se non c’è pace tra le religioni. Per raggiungere l’obiettivo non è sufficiente la tolleranza, ma è necessario giungere ad un atteggiamento di reciproca “accoglienza”, ed ha citato a proposito un pensiero del card. Joseph Ratzinger, anch’egli a favore di rapporti di mutua accoglienza sincera tra credenti. La tolleranza infatti è solo un primo passo, non sufficiente, in quanto considera colui che ha una fede diversa come uno che è nell’errore. Al discorso di Yoseph è seguito un dibattito cui ha preso parte il moderatore della serata don Elio Bromuri, che ha deprecato il pericolo del sincretismo e dell’indifferentismo che i discorsi irenici possono introdurre ed ha proposto la via delle ricerca comune sulla base delle verità primitive e delle prospettive ultime che accomunano le religioni nella loro essenziale e originaria intuizione di fede. L’iniziativa è stata inquadrata da mons. Chiaretti tra quelle che in Italia sono state prese dalla commissione per l’Ecumenismo e il dialogo di cui è presidente, ricordando in particolare la giornata dedicata allo studio della religione e della cultura ebraica che si tiene ogni anno il 17 gennaio e che per il prossimo anno avrà per tema: “Noè camminava davanti a Dio”.

AUTORE: E.B.

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