La Vita che precede ogni vita

L'attesa angosciosa dell'uomo e la parola risanatrice del Verbo sono state al centro dell'omelia del Vescovo il 5 febbraio, 28a Giornata per la vita, al santuario di Belvedere

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Con un cielo ancora non coperto, che sembrava potersi orientare verso qualche fiocco di neve, domenica 5 febbraio, nel santuario di Belvedere, all’appuntamento domenicale si sono ritrovati attorno al nostro Vescovo i frequentatori abituali della messa insieme ai volontari del Centro aiuto vita e del Movimento. Né la giornata fredda, né le impalcature per i lavori di ristrutturazione del santuario hanno impedito la calorosa partecipazione all’eucaristia dei presenti. Si celebrava la 28a Giornata per la vita. Felice coincidenza delle letture con il messaggio ‘Rispettare la Vita’: descrizione del bisogno dell’uomo, e risposta di Dio al quale l’uomo si abbandona con fiducia estrema. ‘Tre i temi presenti nelle letture della Parola di Dio: il dolore, il Vangelo, la preghiera. Il dolore sembra spaventare Giobbe, che poi si riprende: Io so infatti che il mio Redentore vive’. Paolo si era perfettamente conformato a Cristo, al punto da poter affermare: ‘Tutto io faccio per il Vangelo. Guai a me se non predicassi il Vangelo’. Il Vangelo di Marco ci propone due episodi in cui si vede Gesù prendersi cura dei malati fin dall’inizio del suo ministero. Gesù non è soltanto un guaritore, è venuto a salvare tutto l’uomo e tutti gli uomini. I vescovi italiani, nel loro messaggio, hanno fatto il punto sulla situazione ‘vita’. È il Verbo di Dio, la vera Vita che precede ogni vita; l’uomo riceve la vita, non la inventa; la vita viene prima di tutte le istituzioni, lo Stato, le maggioranze, le strutture sociali e politiche – come ribadito con fermezza anche da mons. Ronchi -, precede anche la scienza con le sue acquisizioni. L’uomo ha bisogno di verità: la verità richiede, come terreno in cui crescere, il silenzio, non un vociare confuso; attenzione, non un astratto divagare; ascolto, non opinione. Il proliferare delle opinioni – diceva una giornalista – produce confusione non solo nel linguaggio, ma anche nell’ordine delle cose e nelle relazioni. E ancora, Simone Weil: ‘Il punto di vista è la radice dell’ingiustizia’. Noi volontari della vita vogliamo offrire il nostro sostegno alle donne in difficoltà, anche a quelle che hanno fatto l’esperienza dell’aborto, con l’aiuto concreto e la parola di Dio. Vorremmo fare di più e meglio. Abbiamo però la gioia di annunciare che simbolicamente all’offertorio della messa erano presenti con un fiore Desirè, Dilan, Paolo, Riccardo, Diego, Giulio, Tian, Ingi, Carolina, Anna, Robert, Oliver, Stefano, Edoardo, Alina Brigida: i piccoli ospiti della Casa di accoglienza Ain Karin.

AUTORE: Renzo Tettamanti