L’agricoltura italiana chiede immigrati

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Bisogna dare atto alla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che si sta dando un gran da fare per evitare che il 40% del prodotto agricolo di questa primavera finisca al macero. Perché è questo il rischio che gli esperti paventano. C’è il grande problema della carenza di braccianti stagionali.

Normalmente sarebbero immigrati, anche perché gli stessi agricoltori non possono garantire salari alti, in quanto i prezzi sono imposti dalla grande distribuzione, e perché sono pochi gli italiani che si adattano a lavorare come braccianti stagionali. A pensarci bene, proprio questa situazione appare come la risposta più efficace e concreta al luogo comune condiviso all’infinito da molti, a quella convinzione così radicata in tanti, secondo cui gli immigrati ci vengono a “rubare” il lavoro.

La ministra Bellanova sta facendo un pressing asfissiante sull’ambasciatore romeno affinché favorisca la venuta in Italia di stagionali del suo Paese. Di fatto, per ragioni sanitarie, oggi sono tanti i Paesi che non consentono di raggiungere l’Italia; e in altri casi gli immigrati già presenti sul nostro territorio sono impossibilitati a prestare le proprie braccia per lavorare la terra.

Insomma, scopriamo che gli immigrati ci servono, ne abbiamo bisogno. Ne ha bisogno la nostra economia e la nostra tavola. Forse un giorno capiremo che la loro presenza fa bene anche alla nostra crescita umana e cristiana.

Don Tonio Dell’Olio

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