Laicismo, non laicità

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Un certo allarme è risuonato sulla stampa cattolica per le dichiarazioni che, in merito al profilo ideale dell’Europa che dovrà emergere dalla sua futura Costituzione, Jacques Le Goff ha reso a Repubblica. Per lui è pur vero che il Continente è nato con il contributo essenziale del Cristianesimo, ma egli ugualmente sostiene che oggi l’Europa debba essere “uno spazio laico”. Personalmente non mi allarmerei. Tutto dipende da quello che Le Goff intende per laico. Da laico vengono anche sia laicismo che laicità.Noi abbiamo alle spalle decenni di laicismo deteriore. Deteriore perché emargina dai normali circuiti culturali di tutto ciò che è confessionale, di tutto ciò che fa riferimento a fonti di verità diverse da quel cappotto abbottonato anche d’estate che lorsignori hanno soprannominato ragione. Deteriore perché inteso come agnosticismo di principio.Il laicismo come emarginazione di tutto ciò che non scorre dalla ragione come l’acqua dal rubinetto si ripropone nelle reprimende che puntualmente rivolgono a noi cattolici tanti, troppi facili maestri, quando c’è in ballo l’aborto e la fecondazione eterologa: “Non potete a tutti imporre il parere del Papa”. No di certo!, ma per maturare, a tutti i livelli, le nostre convinzioni, anche quelle che attengono il concetto di bene comune, abbiamo il diritto di lasciarci illuminare da chi cavolo ci pare. Del laicismo come agnosticismo di principio dette prova angosciante Giorgio La Malfa, quando suo padre Ugo morì, e Forattini disegnò su Repubblica – senza didascalia – un tartaruga rovesciata sulla battigia, e a rendere omaggio alla salma si recò, in fila con tutti gli altri, anche il card. Poletti, Vicario di Roma: quando il porporato, con un gesto che gli veniva dal cuore, alzò la mano per benedire la salma, mi pare fosse proprio Giorgio, in prima persona, a bloccare quella mano a mezz’aria. Angosciante. Fra parentesi: quando toccherà a me, lasciate che vengano a pregare intorno al mio feretro tutti quelli che hanno qualcosa da pregare, tutti, anche i cultori di Manitù, anche lo Sciamano con gli anelli alle narici e le natiche infarinate, anche Otelma e tutti gli altri maghi che Maurizio Costanzo invita al suo show: quel giorno avranno da fare qualcosa di ben più importante che far aumentare l’audience. Chiusa la parentesi. Ma questo è laicismo, non laicità.