L’apertura della Settimana ecumenica a Perugia: insieme si va più lontano

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Ampia partecipazione all’incontro che si è tenuto presso il Centro ecumenico di Perugia
Ampia partecipazione all’incontro che si è tenuto presso il Centro ecumenico di Perugia

Il 19 gennaio si è tenuto presso il Centro ecumenico di Perugia la tavola rotonda sul tema “Chiese cristiane oggi: tra competizione e comunione” che ha aperto gli incontri della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, programmati dal Consiglio delle Chiese cristiane (Ccc) di Perugia. La tavola rotonda è stata introdotta dalla presidente del Ccc, Annarita Caponera, che ha evidenziato l’attualità del Vangelo di Giovanni: noi possiamo essere paragonati alla samaritana in ascolto di Gesù; coloro che chiedono acqua, che chiedono un qualcosa che dia senso alla vita e, nello specifico, qualcosa che doni la forza di rialzarsi di fronte agli ostacoli che presenta il cammino verso l’unità.

Si sono espressi gli esponenti delle diverse Chiese: mons. Elio Bromuri come rappresentante della Chiesa cattolica, il pastore Pawel Gajewski per la Chiesa valdese, Giovanni De Meo per la Chiesa avventista e, a rappresentare la Chiesa ortodossa romena, il reverendo Jonut Radu.

Di particolare importanza la preghiera iniziale, letta da tutti i relatori: simbolo della volontà di unione e dialogo tra le diverse realtà religiose presenti all’incontro. Il pastore Pawel Gajewski ha sottolineato la necessità di trovare un modo di fare agape attraverso la reciproca frequentazione, e la presa di coscienza della necessità l’uno dell’altro.

Giovanni De Meo ha preso in esame il problema della paura di perdere la propria identità religiosa, concezione che pone freni non indifferenti alla possibilità di dialogo e confronto.

Il reverendo Jonut Radu ha riportato una riflessione su come il mondo attuale stia tornando a forme di “religione senza Dio”, e come le divisioni sempre più marcate all’interno della Chiesa siano percepite dall’esterno come un fattore di debolezza e, quindi, di non credibilità.

Mons. Elio Bromuri ha evidenziato come la storia della Chiesa sia realmente carente di testimonianze di amore tra i figli di Dio. La competizione, non positiva ma aggressiva – ha aggiunto -, porta odio e trasforma la diversità da possibile ricchezza a contro-unità, facendola diventare un possesso da imporre. Ha inoltre ricordato come attualmente la competizione non avvenga solo all’interno della Chiesa, ma sia presente tra le diverse religioni; ma quando si combatte tra religioni, si perde Dio.

Da tutti gli interventi è stato possibile riscontrare la volontà di fare unità, di aprirsi al dialogo attraverso la consapevolezza che la diversità non deve portare divisione. Come anche ricordato da Annarita Caponera: “Insieme si va più lontano”. Dopo la tavola rotonda si è aperto un dibattito con i presenti, durante il quale sono emerse riflessioni e dubbi su come riuscire ad aprire la strada al dialogo senza farci prendere dalla paura di perdere la nostra identità; su come riuscire ad amare il prossimo come ha fatto Dio, e sul timore che, come nel passato, la competizione vinca sulla comprensione, facendoci cadere nell’indifferenza.

Come ha ricordato il pastore Gajewski: “La verità che noi tutti cerchiamo sta nella relazione. Il nostro problema è che abbiamo reso le nostre verità troppo assertive, rinunciando all’aspetto relazionale, dinamico e vivo della verità”.

Messa conclusiva

Nella nostra diocesi la celebrazione conclusiva della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si terrà in cattedrale domenica 25 alle ore 18. A presiedere l’eucaristia sarà il card. Gualtiero Bassetti. Interverrà con un saluto e una preghiera il responsabile della comunità ortodossa romena di Perugia, padre Ionut Radu.

AUTORE: Maria Teresa Cappannini