L’appello di un quartiere abbandonato a se stesso

Perugia / Corso Garibaldi invivibile tra schiamazzi notturni e convulso traffico "abusivo"

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E’ davvero una situazione al collasso quella che devono sopportare i residenti (perlopiù anziani) di Corso Garibaldi: il Borgo d’oro di un tempo che non è più. Lo vedi dai segni ormai spenti di un dignitoso passato costruito da tanti artigiani i cui negozi, chiusi da decenni a causa di improponibili affitti, sono ormai ridotti ad ambienti spettrali, che si affacciano su di un Corso per metà privo di pavimentazione, invaso da buche, escrementi di cane e da automobili; con i suoi vicoli divenuti covi di delinquenti i quali, nella notte, rompono ogni auto che incontrano nel cammino. Un Corso “dormitorio diurno” per tanti studenti senza regole, con il suo parco in mano agli spacciatori. Di giorno: una porta Sant’Angelo asservita agli automobilisti (l’area è Ztl) che entrano senza permesso con i loro mezzi infischiandosene dei pedoni, molti dei quali anziani invalidi, costretti un passo ogni due a fermarsi per evitare di essere investiti o di cadere in qualche buca. Pur di raggiungere il distretto militare – vero responsabile di tanto afflusso – molti selvaggi guidatori parcheggiano ovunque invadendo quel che resta del marciapiede, mentre i vigili urbani dirigono il traffico in piazza Grimana nonostante vi siano due semafori. Di notte: una porta Sant’Angelo che fino alle cinque del mattino, sette giorni su sette, è teatro di musiche, schiamazzi, suonate ai campanelli di privati. Non sono pochi gli episodi di insulti violenti di giovani balordi verso gli anziani residenti che si trovano spesso costretti nel cuore della notte ad elemosinare un po’ di quiete. Oggi in corso Garibaldi in barba ai diritti dei cittadini residenti (chi ha potuto se ne è andato) oltre al traffico a dominare sono i proprietari di appartamenti che affittano abusivamente e ad altissimi prezzi quartierini e cantine non guardando in faccia a nessuno. A farne le spese sono i perugini del Borgo, ridotti a un numero così irrisorio da non far gola neppure ad un politico in cerca di voti. Così essi pagano a prezzi sempre più alti le mancate promesse di vecchi e nuovi sindaci. Per non parlare delle impotenti Forze dell’ordine, lentissime nell’intervenire (quando lo fanno). Ad esempio, sono tre le risposte di rito che, di notte, la Polizia municipale offre al cittadino in cerca di protezione: 1) “Siamo una sola pattuglia in tutta Perugia” – così chiami anche tre volte, ma non vedi nessuno; 2) “Non possiamo venire perché stiamo pattugliando la Fontana” allora ti devi rassegnare -; 3) “Faccia un esposto al Sindaco e poi interverremo” – e intanto passa anche un anno -.Questa lettera aperta è l’ennesimo grido di aiuto dei residenti del Borgo d’oro al resto di quell’opinione pubblica davvero di “buona volontà”. Chiediamo: a) severi controlli a tappeto su affitti abusivi e non; b) la pavimentazione del resto del Corso; c) una chiusura definitiva al traffico per i non residenti; d) apposite aree di parcheggio ad uso esclusivo dei residenti e dei negozianti del Borgo; e) un Vigile di quartiere; f) volanti di polizia o di carabinieri in regolare pattugliamento dopo la mezzanotte; g) riapertura, con incentivi, dei negozi artigianali nel Borgo; h) trasferimento del distretto militare in zona periferica. Fino ad oggi sono state raccolte più di 200 firme dei residenti del Quartiere, esasperati dallo stato di abbandono in cui sono stati lasciati dalle autorità locali, alle quali è indirizzata la presente.

AUTORE: I residenti del quartieredi Porta Sant'Angelo