L’arte della recitazione attira i giovani di Bastia

I giovani bastioli hanno pochi spazi per poter esprimersi

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Viviamo in un mondo dove tutto è già ideato, o già programmato, o già realizzato. Nelle società del benessere la fantasia di ogni singola persona è come anestetizzata da una realtà quasi perfetta. Il nostro cervello difficilmente si mette in moto quando non c’è niente da risolvere. A Napoli, ad esempio, dove il problema della sopravvivenza è per molti il pane quotidiano, le persone hanno una intelligenza più pronta e brillante per offrire a sé e agli altri rapide soluzioni, anche se provvisorie. Queste qualità sono in genere richieste dall’arte che tanto più si apprezza, quanto più è facilmente assimilabile e vivace. Una commedia non avrebbe mai successo se fosse scontata e inespressiva. La noia in alcune persone nasce proprio quando scoprono che un’opera d’arte è prevedibile. Ma guai a pensare che anche la vita sia così! Tale illusione è facilmente superabile da chi ha un pizzico di fede. Dio è affascinante proprio perché è imprevedibile! Immaginatevi solo la faccia di coloro che, pensando che Gesù fosse morto, se lo ritrovano davanti vivo e vegeto! Pensate ai cardinali quando, credendo di aver eletto un tranquillo conservatore, scoprono in realtà che Giovanni XXIII non li avrebbe più fatti dormire per riformare la Chiesa! Sarebbe bello continuare il discorso su questa linea ma, come dissero gli Ateniesi a san Paolo: “Su questo ti sentiremo un’altra volta”. Parliamo allora non di Dio Creatore, ma della creatività dei suoi figli. Quanto spazio hanno i giovani di Bastia per esprimersi in libertà? Le festa del patrono san Michele con le sue manifestazioni allegoriche è un ottimo momento, ma non è del tutto sufficiente. Alcuni ragazzi hanno trovato dietro al giardino della “sala Claudia” della parrocchia un muro da poter dipingere liberamente con gli spray. Sono tanto belle le loro opere, peccato che non possano esser definite “murales”. Infatti, i pionieri di quest’arte, a Città del Messico, davano alle loro figurazioni sempre un contenuto ideologico, storico o politico. Sinceramente fatico molto a trovare qualcosa di questo nei dipinti-spray, anche se ammiro le tecniche usate per realizzarli. Ai ragazzi del cammino delle “nuove leve”, invece, è la parrocchia a offrire un momento creativo: il teatro. Fervono i preparativi per rappresentazioni che mi auguro portino un po’ di luce o un po’ di sollievo a chi è tanto preso dal tran tran quotidiano. Ecco l’elenco dei progetti a cui i giovani stanno lavorando. (I anno, 14 anni): “Un genio in famiglia”. Il quotidiano familiare visto in chiave comica. Potrà un genio mettere fine alle infinite scaramucce tra genitori e figli? Spettacolo: 4 maggio. ( II anno, 15 anni): “Ieri come oggi… ossia tutta un’altra storia”. Com’è cambiato nei secoli il rapporto tra genitori e figli? Sulla falsariga di “Forza venite gente” con flashback nel presente. Spettacolo: 1’maggio. (III anno, 16 anni): “Romeo e Giulietta… che simpatica coppietta”. Traduzione in dialetto bastiolo della nota commedia. Riflessione sull’importanza dell’amore tra fidanzati. Spettacolo: 7 maggio. (IV anno: “La domata bisbetica” libera interpretazione con intervento di William Shakespeare in persona sulla scena. Da questo programma emergono facilmente le due urgenze dell’età giovanile: 1) l’indipendenza dai genitori; 2) i primi innamoramenti. Un grazie a Shakespeare che, mediante due sue commedie del 1594, ha dato ai giovani una scusa per parlare dei primi amori!

AUTORE: Don Daniele Ambrosini