L’arte religiosa espressione di bellezza e di una “chiesa viva”

Perugia / Il volontariato nella tutela del patrimonio artistico della Chiesa

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“Una finestra aperta verso l’Assoluto attraverso la quale il mistero di Dio giunge a noi con tutto il suo fascino”. Questa la definizione che mons. Giuseppe Chiaretti ha voluto dare delle numerose opere d’arte di cui sono ricche le chiese e i musei della nostra regione, nell’introdurre il convegno sul “Ruolo del volontariato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico” che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo dei Priori nel corso della Settimana per la cultura. Una definizione che ha trovato concorde mons. Timoty Verdon, uno dei relatori del convegno, secondo il quale “l’opera non si comprende fino in fondo se non se ne conosce lo spirito di fede che l’ha animata”. E proprio per dare testimonianza di questo spirito che nel 1984 è nata l’Associazione di guide volontarie Ars et fides, di cui mons. Verdon è presidente e alla quale aderiscono 50 associazioni internazionali, nazionali e regionali di sette paesi europei: il loro scopo è quello di informare i visitatori delle chiese storiche d’Europa sul loro significato più profondo, non soltanto come edificio storico, ma soprattutto come “testimonianza di una Chiesa viva”. In particolare mons. Verdon ha presentato l’esperienza di Firenze (Ars et fides in Italia opera anche a Roma, Venezia, Lucca), e di come una settantina di volontari si alternano come guide in cinque chiese della diocesi: “la gente dimostra di gradire questo tipo di approccio all’edificio e all’opera d’arte ed anche chi non è di fede cattolica accetta di conoscere le motivazioni religiose che vi stanno alla base”. Ma oltre alla valorizzazione dell’opera d’arte è importante la sua tutela. Prosegue in tutte le diocesi umbre il progetto di inventariazione e catalogazione dei beni culturali ecclesiastici. A metà dell’opera la diocesi di Perugia-Città della Pieve sulla cui attività si è soffermato mons. Giovanni Tiacci, direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali, nato dopo le intese stipulate nel 1996 tra Stato e Chiesa. “L’inventariazione,- ha detto – è una fase propedeutica alla tutela, estremamente utile soprattutto quale forma di prevenzione rispetto al dilagante fenomeno dei furti di opere d’arte”. “Nella diocesi fino ad ora – ha continuato – sono state inventariate opere d’arte di 122 luoghi di culto, appartenenti a 68 parrocchie, per le quali sono state compilate 6.220 schede”. Un’operazione che ha richiesto la collaborazione di un ristretto numero di volontari, oltre che di quella di specializzati in storia dell’arte e di fotografi professionisti: il lavoro si era rivelato più costoso di quanto previsto proprio per l’abbondanza di oggetti raccolti. Da qui l’invito a mons. Giancarlo Santi, direttore dell’Ufficio nazionale beni ecclesiastici della Cei, presente al convegno “a voler riconsiderare il sistema di sostegno finanziario della Cei alla inventariazione”, sino ad oggi pari al 50%.A conclusione del suo intervento mons. Tiacci ha voluto ricordare le opere portate avanti secondo le linee individuate dalla Cei: chiese che sono state dotate di impianti di sicurezza, musei, biblioteche ed archivi che sono stati aperti quali il museo della cattedrale di San Lorenzo, grazie al contributo di alcuni giovani e meno giovani volontari, l’archivio diocesano e la biblioteca Dominicini: per quest’ultima è in corso la definizione con l’assessorato alla Cultura della Regione di un intervento organico sul fondo storico per consentirne una migliore fruibilità, nonché’ l’inventariazione informatizzata, in collaborazione con il centro Inis, di codici miniati, con il recupero di testi musicali nei corali miniati. In via di formalizzazione un’intesa con l’assessorato alla Cultura del Comune di Perugia per la promozione dei musei cittadini, di cui farà parte anche il museo della cattedrale: con una Carta dei musei unica di cui ha parlato anche l’assessore alla Cultura del Comune Anna Calabro, si avrà la possibilità di visitare tutti quei musei che faranno parte del circuito. Momento di confronto è stata l’auspicata collaborazione tra Chiesa, Enti locali e Soprintendenza, alla base delle recenti intese stipulate: il soprintendente Luciano Marchetti nel ricordare le funzioni specifiche dei due enti, quella di conservazione del patrimonio artistico a cui è delegata la Soprintendenza e quella pastorale specifica della Chiesa, ha detto che una vera collaborazione “deve garantire la necessità di queste diversità, evitando la frammentazione degli interventi, nell’ottica della fiducia, cercando insieme di valutare i singoli interventi”.

AUTORE: Manuela Acito