Le comunali si giocano sul problema delle buche

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di Daris Giancarlini

La buca: si ricordino di questa protagonista della vita politica e sociale di tutti noi, coloro che si preparano alle elezioni amministrative di primavera in Umbria. Chi si candiderà a Terni, Spoleto, Umbertide e negli altri 50 Comuni in cui si andrà alle urne per eleggere sindaci e Consigli comunali, dovrà tenere in grande considerazione questo elemento dal valore simbolico rilevante, forse decisivo per spostare da un contendente all’altro il risultato delle urne. Un simbolismo politico variabile, a seconda della sede stradale dove la buca si insedia. Perché, se stiamo parlando di un’autostrada o di una superstrada (come la E45, che ne è storicamente una delle massime sedi ospitanti…), allora di sicuro la responsabilità ‘oggettiva’ dei danni che può causare la buca allo sfortunato automobilista che la incrocia, verrà più o meno consapevolmente identificata in modo automatico con il ministro dei Trasporti in carica. O al massimo con i dirigenti Anas e con gli amministratori regionali. Ma se la buca è in territorio comunale, bersaglio degli strali di chi prendendo la buca in auto spacca una gomma, o rompe un braccetto, è direttamente il sindaco e l’assessore al ramo. Un qualche decennio fa, la categoria dei cacciatori era assurta a elemento condizionante delle sorti politiche dell’Umbria. Il ‘partito’ degli automobilisti è sicuramente più condizionante di quello dei cacciatori: quindi, se si vogliono vincere le elezioni comunali, si dovranno presentare programmi che indichino soluzioni immediate e durature a questo problema delle buche. Sperando che non tornino gelo e piogge.