L’impegno della Cei per le aree terremotate

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Una tragedia che “ci sta consegnando anche il volto migliore del nostro Paese, della nostra gente, pronta a mettere in gioco la propria vita per salvare quella altrui; disposta a rinunciare a qualcosa di proprio per condividerlo con chi tutto ha perso”. Il card. Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio permanente Cei lunedì scorso, ha così ricordato il terremoto e poi il maltempo che si è abbattuto sulle tesse zone, e ha voluto ringraziare “le comuninorciatà cristiane che, in risposta alla colletta indetta dalla Cei, hanno contribuito finora con quasi 22 milioni di euro.

Attraverso le Caritas diocesane ci hanno dato la possibilità di intervenire con risposte ai bisogni primari, con la realizzazione di alcune strutture polifunzionali e l’avvio dei primi progetti sociali e di sviluppo economico”. Sono già attivi i gemellaggi di tutte le Caritas, da Nord a Sud, con la diocesi di Rieti, con le sei diocesi delle Marche colpite dal sisma: Ascoli Piceno, Camerino-San Severino Marche, Fabriano-Matelica, Fermo, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto; la diocesi di Spoleto-Norcia, le diocesi di L’Aquila e Teramo-Atri, che dopo le ultime scosse e le nevicate hanno visto un’ulteriore aggravamento della situazione.

Strutture comunitarie

A fianco di un monitoraggio dei bisogni a carattere sociale ed economico, e di interventi mirati per favorire la ripresa delle attività produttive, è stato avviato un programma di realizzazione di strutture polifunzionali – “Centri di comunità” -, il primo dei quali è stato inaugurato ad Amatrice il 24 novembre 2016 e subito utilizzato dopo le nuove scosse come punto di primo soccorso. Altre piccole strutture sono state aperte a Scai, Sant’Angelo (frazioni di Amatrice) e Grisciano (frazione di Accumoli).

Nella diocesi di Spoleto-Norcia si stanno attuando le prassi amministrative per poter avviare quanto prima la realizzazione di strutture a Norcia, Cascia e Avendita (frazione di Cascia), mentre nella diocesi di Ascoli Piceno a breve dovrebbe iniziare la realizzazione di un centro comunitario ad Arquata del Tronto. Si sono già svolti incontri con le altre diocesi marchigiane per progettare analoghi interventi strutturali a Camerino, Visso, La Maddalena, Fermo (Sant’Angelo in Pontano, Amandola, Francavilla), Macerata (Tolentino e Macerata), San Benedetto del Tronto (Cossignano e Force). La Cei ha inoltre messo a disposizione di ogni diocesi interessata 300 mila euro per interventi su edifici ecclesiastici destinati al culto o alla pastorale.