L’Italia di oggi in un apologo

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di Pier Giorgio Lignani

Immaginiamo una famiglia piuttosto numerosa, all’antica, con tanti figli, nipoti, nuore, generi, cognati; tutti lavorano nell’azienda di famiglia.

Hanno fama di una certa genialità, i loro prodotti piacciono alla clientela, e si vendono bene. Loro, però, potrebbero produrre e guadagnare molto di più se non fossero disordinati, sciuponi, poco puntuali, proprio come si pensa dei tipi geniali. In più, buttano soldi in investimenti scriteriati, acquistano macchinari che poi non utilizzano, fanno troppe vacanze, si rovinano al gioco. Così il loro conto in banca è sempre in passivo, e ogni tanto devono chiedere un nuovo finanziamento. Lo ottengono grazie al fatto che sono anche azionisti di minoranza della banca. Ma a un certo punto il direttore della banca dice: “Guardate che, se continuate così, finite male”. E si rifiuta di concedere un altro mutuo fino a che non saranno rientrati almeno un po’ di quelli vecchi. Loro si arrabbiano: quel tirchio come si permette? Poi uno dei ragazzi ha un’idea brillante: “Chiudiamo il conto e usciamo dalla banca, così il direttore la smette di romperci le scatole con le sue prediche”. Evviva!

Cognati e nipoti propongono subito di nominarlo nuovo capofamiglia, con l’incarico di chiudere i rapporti con la banca. Qualche vecchia zia obietta che quell’enorme debito si dovrà comunque pagarlo “e quando non avremo più le loro azioni, i bancari non avranno tanti riguardi”, ma viene subito zittita: “Non è vero che noi siamo i più furbi del mondo?”. Fine dell’apologo.

Questa storiella non vi suona un po’ familiare? A me pare una fedele immagine di ciò che succede in Italia, con l’Europa nella veste della banca e di quel direttore che raccomanda un po’ di autocontrollo; e mica lo fa per dispetto, ma perché è nel nostro interesse che dobbiamo darci una regolata. Abbiamo visto trionfare alle elezioni quelli che dicono che conviene aumentare il deficit, infischiarcene del rapporto fra il debito e il Pil, e anche dello spread; e poi magari uscire dall’euro e mandare al diavolo l’intera Europa. Ho fatto capire come la penso. Ma forse a sbagliare sono io, chissà.