L’opera grande di Raffaello

Al microscopio l'opera tifernate del pittore urbinate: un incontro con il professor Bruno Corà, con un confronto con lo stile del Perugino e con le influenze del Signorelli

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Il 14 gennaio moltissimi gli intervenuti all’incontro promosso dall’associazione ‘Amici della tipografia Grifani-Donati’ che, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e dell’associazione ‘Luigi Angelini’, ha avuto luogo nella sala Capitolare della chiesa di S. Francesco. L’incontro, denominato ‘Parole e musica ‘ Raffaello a Città di Castello’, aveva lo scopo di celebrare il cinquecentenario del grande pittore nella nostra città. Ha parlato sul tema Bruno Corà, direttore artistico del Centro Arte moderna e contemporanea di La Spezia, che ha iniziato la sua relazione mettendo in rilievo come in realtà siamo noi, con la nostra sensibilità, i contemporanei dell’arte; che si tratti di un’opera antica o moderna, di pittura o di musica. Passando al tema centrale della conferenza, ha osservato che per quanto riguarda la presenza di Raffaello Sanzio a Città di Castello – una città che ha definito, nell’ambito dell’arte, ‘capace di protagonismo’ – non sono certe le notizie che indicano i tempi in cui il pittore vi ha soggiornato e le date delle prime opere che vi ha eseguito. Di queste ha ricordato la ‘Deposizione’, ora in possesso della famiglia Magherini Graziani, lo Stendardo, conservato nella Pinacoteca locale, il Crocifisso per la Chiesa di S. Domenico, il quadro di S. Nicola da Tolentino; tutte precedenti lo ‘Sposalizio’. Giungendo a questo, e tornando sulle controverse ipotesi che lo pongono come anteriore o posteriore a quello del Perugino, si è soffermato a sottolineare le differenze tra le due opere. Analizzando le figure che vi appaiono in primo piano ha messo in rilievo come in quelle di Raffaello vi sia maggior movimento e anche forza. Ha poi considerato le notevoli differenze del Tempio nei due quadri osservando come non solo quello di Raffaello presenti, nella sua più ampia struttura, una perfetta armonia, ma come l’immagine sia carica di riferimenti a lavori che hanno arricchito l’architettura del suo tempo. Non ha mancato di ricordare che a Città di Castello e nelle zone circostanti ha lavorato anche il Signorelli e come certamente l’influenza di questi sia stata significativa nell’evoluzione e nella formazione della personalità di Raffaello. ‘Parole e musica’ era il titolo della manifestazione: unità quindi dell’arte pur nelle sue diversità espressive. Così le parole di Corà sono state precedute da un brano di Listz ispirato al grande compositore proprio dallo Sposalizio . Al piano Simone Nocchi che ha reso un’ottima interpretazione del ‘Mariage’ e che con altrettanta aderenza allo spirito della composizione ha eseguito il brano di chiusura, ispirato questo a Villa d’Este.

AUTORE: Eleonora Rose