Lucca. Castellani scrive alla diocesi: Giulietti vescovo giovane, dianamico, pastore zelante

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Carissimi, abbiamo appena ascoltato la lettura della comunicazione della Santa Sede riguardo alla nomina del nuovo Arcivescovo di Lucca: desidero innanzitutto, in questo momento, rendere grazie a Dio, e a Papa Francesco, per il dono del nuovo Arcivescovo, nella persona di S.Ecc.za Mons. Paolo Giulietti, attuale Vescovo Ausiliare di Perugia-Città della Pieve, nella successione apostolica 244° Vescovo di Lucca.

Abbiamo ricevuto un Vescovo giovane,

dinamico, pastore zelante, con lo spirito e lo stile del ‘pellegrino’: ben due volte negli anni scorsi, proprio come “viandante” della Francigena, l’ho accolto e incontrato nella nostra Cattedrale davanti al Volto Santo da cui iniziava, insieme a un gruppo di giovani, un tratto di questo percorso che ha la nostra città di Lucca come passaggio fondamentale.

E la nostra Chiesa locale con il suo Territorio diventa adesso veramente una tappa della vita e del ministero episcopale di mons. Paolo Giulietti!

Davvero rendo grazie a Dio, personalmente e a nome di tutta la Chiesa di Lucca, per il dono che riceviamo con il Vescovo Paolo. Con emozione e profonda consapevolezza di questo momento storico desidero anche ringraziare dal profondo del cuore S. Em.za Rev.ma il Card. Gualtiero Bassetti e con lui tutta la Chiesa di Perugia-Città della Pieve per averci donato questo loro amatissimo figlio.

Mi lega all’Arcivescovo Paolo

–oltre a un rapporto fraterno e amichevole maturato negli anni del Suo servizio di Responsabile della Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana– un particolare vincolo sacramentale: infatti partecipai alla Sua Ordinazione episcopale nella Cattedrale di Perugia, imponendogli, come gli altri vescovi presenti, le mani sul capo, trasmettendogli così la forza e la grazia del Sacramento dell’Ordine nel grado dell’episcopato.

Da parte mia –interpretando anche i sentimenti di tutte le componenti della nostra Chiesa locale fedeli laici, presbiteri, diaconi e consacrati, nonché dei rappresentanti delle Istituzioni del nostro territorio lucchese – rivolgo a “don Paolo” un fraterno e accogliente saluto di benvenuto tra noi, come neoeletto Arcivescovo e l’augurio di un fecondo ministero pastorale a Lucca.

Con l’annuncio del nuovo Pastore

desidero esprimere alla nostra Chiesa diocesana –in essa ad ogni persona, comunità, rappresentanti delle Istituzioni– un grazie senza misura e un profondo abbraccio: nei quindici anni trascorsi tra Voi lucchesi –dalla Versilia, alla Città e Piana di Lucca, sino alla Garfagnana– mi sono sentito accolto e amato.

Con Voi e per Voi mi sono sentito sempre e ora più che mai, in famiglia, anzi a casa mia! Da parte mia ho cercato di corrispondere, sicuramente con tanti limiti ma sempre cuore a cuore, alla Vostra benevolenza.

Con l’Apostolo Paolo mi sento di dire: “Fratelli, io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio” (1Cor 2, 1-5).

Non è questo il momento dei bilanci e delle sintesi, entrambi li farò con il Signore e la Storia!

Desidero però rivedere, in quattro icone bibliche, gli orizzonti che mi hanno guidato in questa bella avventura di Chiesa, in un crescendo di passione per l’annuncio del Vangelo, amore per la Chiesa, di conoscenza reciproca, di fraterna collaborazione e di totale immersione nell’umanità della nostra gente: la lavanda dei piedi(Gv 13, 15) espressione del servizio gratuito; il buon Pastore(Gv 10, 14) immagine della guida amorevole; il seminatore(Mc 4-3) figura di una semina senza sosta; la preghiera(Mt 6, 9) che ci pone in relazione con Dio nella consegna e nell’intercessione e che ha il suo culmine la celebrazione eucaristica.

Congedandomi da Voi,

l’icona biblica della preghiera –pur sempre coltivata quotidianamente– diventa ora il mio esclusivo e specifico ministero per Voi: “Gesù si ritirò sul monte a pregare” (Mt 14, 13). Sull’esempio del Maestro d’ora in poi sarò per ognuno di Voi –in particolare per l’Arcivescovo Paolo– un “Vescovo orante”, un “Vescovo intercessore” per il Suo popolo, per tutti e per ciascuno di Voi: bimbi e giovani, adulti e anziani, sani e ammalati, poveri e ricchi, santi e peccatori, famiglie, uomini e donne di buona volontà, cercatori di Dio tutti!

Nel consegnare a mons. Paolo Giulietti

il cammino della Chiesa di Lucca, formidabile e straordinario, rappresentato in questo salone dal volto dei nostri predecessori, da san Paolino fino all’arcivescovo Bruno, ma anche da una infinita schiera di volti noti o anonimi che hanno reso presente la Buona Novella del Signore Gesù nelle vicende quotidiane di questa Terra di Lucchesia, in profonda e sincera unità di preghiera con ciascuno di Voi, Vi chiedo sin d’ora di pregare intensamente per il nuovo Pastore, di seguirlo senza se e senza ma, proiettati in avanti e senza nostalgie per il passato, in profonda comunione quotidiana con Lui sui passi che verrà segnando e indicandovi.

Vi metto tutti sotto la protezione di Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, Vi benedico e Vi abbraccio nel Volto Santo, uomini e donne di buona volontà, Popolo di Dio che vive nella porzione di Chiesa amata dal Signore nella terra di Lucchesia.

Pregate per me, Vostro padre e fratello in Cristo.

† Italo Castellani
Amministratore Apostolico

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