L’università dell’Età libera in visita ad Istanbul

Un viaggio entusiasmante in una città "da sogno"

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Andiamo ad Istanbul con l’Università dell’Età Libera?, diceva mia moglie alla fine di gennaio. No, non ho tempo, ho altro da fare, non è un luogo che mi attira e poi non so nemmeno chi partecipa! Nel frattempo arrivava S. Valentino! Che fare? Cosa regalare alla dolce metà per il quieto vivere? I soliti fiori, i Baci Perugina, un profumo? Un lampo improvviso! Chiamo l’Agenzia Agorà, chiedo se ci sono ancora posti per il viaggio ad Istanbul? Ok. Prenoto. Risolto S. Valentino. Mercoledì 21 marzo – ore 13.30 – partenza da Bastia. Sul pullman ci sono anche assisani! Ci sono perfino coppie della Torre, di Cannara, addirittura una di Perugia! C’è la maestra che mi ha preparato per gli esami di ammissione della V elementare! E intravedo pure la mia professoressa di matematica della scuola media! Arrivati all’aeroporto di Fiumicino i capi spedizione (la dottoressa presidente, l’ingegnere fotografo e la professoressa giramondo) ci impartiscono tutte le disposizioni previste dalle leggi internazionali. Ci consegnano una pratica guida della Turchia, da portare sempre al seguito, dal peso medio di 20 kg.! Ci intimano di “attaccare la marca” sopra la carta d’identità altrimenti i Turchi ci fanno neri! Siamo finalmente in aereo: ci facciamo subito riconoscere per la contrattazione dei posti. Tutti vogliamo stare vicino al finestrino ed avere accanto la moglie! Per essere rassicurati o per altri strani motivi. Arriviamo ad Istanbul in tarda serata. Alla dogana il panico: tutti debbono “ristaccare la marca” dai documenti! In caso contrario si rimane in ostaggio per quattro giorni! Chi è stato particolarmente ligio alle disposizioni impartite ora si trova in grave difficoltà: è una situazione fantozziana. Finalmente siamo all’hotel Mercure, nel quartiere Pera, di origine genovese. Dalla terrazza del diciassettesimo piano ci appare nella notte una Istanbul stupenda, da sogno. Colazione, nessuno riesce a trovare i cornetti perché tenuti in caldo in strani contenitori. Tutti diventano all’improvviso turchi: yogurt, frutta, feta e marmellata di rose. Cominciamo a familiarizzare. Ore 9, la bella e dolce Ayline, la nostra brava guida turca ci attende sorridendo. I primi di noi che escono dall’hotel vengono sommersi da lustrascarpe e da venditori di guide e cartoline. Costa tutto un milione di lire (turche naturalmente). I bastioli cominciano subito a comprare! Tutti in pullman: si va al Topkapi, stupenda residenza del Sultano. Siamo tutti ammaliati e stupiti: le cucine che preparavano 15.000 pasti; le antiche e preziose ceramiche cinesi; le porcellane europee; gli splendidi vetri di Murano; la biblioteca; l’emozionante e “rimpianto” harem. La socializzazione della compagnia comincia a fare effetto. La giornata prosegue con la visita della stupenda Moschea di Solimano il Magnifico, dopo aver indossato le babbucce di rigore. Visita alla suggestiva chiesa di S. Salvatore del VI secolo dove scopriamo che S. Giuseppe probabilmente aveva anche altri figli. Tutti a bere il the ed il caffè turco. Stiamo diventando amici. Seconda giornata con qualche goccia d’acqua. Visita a S. Sofia, bellissima, un vero capolavoro dell’epoca di Giustiniano. Il professore ci fa evocare sensazioni stupende! E pensare che mentre a Bisanzio veniva costruita questa chiesa da noi stavano arrivando i barbari! La cosa che probabilmente ha sorpreso tutti è stata la cisterna sotterranea, anche questa costruita da Giustiniano. Si prosegue con la visita della Moschea blu, famosa per i sei minareti del 1600; l’ippodromo, dalla cui tribuna sottrassero i famosi quattro cavalli portati a S. Marco, l’obelisco e la colonna serpentina formata da tre serpenti incrociati le cui teste si trovano in vari musei del mondo, una sicuramente è a Londra. Poi tutti al Gran Bazar per i grandi acquisti. Rientro in hotel, cena e finalmente il piacere: tutti a vedere la danza del ventre! Sabato raggiungiamo la parte asiatica della città. Visitiamo la residenza estiva del Sultano, villa neoclassicheggiante non particolarmente bella sormontata da un modernissimo ponte sospeso. Foto di gruppo, pranzo. Navigazione sul Bosforo. L’eterogenea compagnia del primo giorno è ormai un gruppo, i rapporti diventano amicali. Si parla già di una prossima uscita. Prima di lasciare Istanbul, ultimo sguardo alle mura di Teodosio e poi tutti (o quasi) in volo. Per fortuna, a giugno, ci aspettano gli Etruschi a Venezia e, prima, sicuramente, una cena. Anche il Colonnello si è commosso.

AUTORE: Marcello Mantovani