Martino un Papa eroico ed ecumenico

DIOCESI. Se ne è parlato in un convegno organizzato insieme al Rotary club

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Sono trascorsi 1357 anni da quando papa Martino I morì nel Chersoneso, in Ucraina. È proprio vero che la memoria dei giusti non tramonta mai: una dimostrazione l’abbiamo avuta nella giornata che si è svolta a Todi sabato 5 maggio dedicata al santo pontefice.

Organizzato dal locale Rotary club e dalla diocesi di Orvieto – Todi, l’incontro s’intitolava: “Dal Tevere al mar Nero. Sulle orme di san Martino papa”. Il presidente del Rotary Giovanni Antonelli ha accolto l’ambasciatore dell’Ucraina presso la Santa Sede, Tetiana Izveska, accompagnandola dall’arcivescovo Giovanni Marra. Alle ore 16.30 nella cripta del duomo, dedicata a san Martino, si è svolta la preghiera ecumenica del vespro, presieduta dal Vescovo, con la presenza di don Igor Krupa della Chiesa greco-cattolica ucraina, e di padre Nikolae Dragutan della Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca.

L’Arcivescovo nel suo intervento ha posto in evidenza la testimonianza di Martino, che ha subìto il martirio per la fedeltà a Cristo e alla verità. Ha preso poi la parola padre Nikolae, parlando dell’attualità del santo pontefice e cantando un inno della liturgia che gli ortodossi dedicano a san Martino. Infine è intervenuto don Igor Krupa ricordando il martirio di san Martino e le persecuzioni di tanti cristiani ucraini durante la dittatura comunista.

Dopo il vespro, i numerosi presenti, tra cui molti ucraini immigrati, si sono recati nella “sala affrescata” del vescovado per il convegno. Ha introdotto i lavori il prof. Giovanni Maria Vian direttore dell’Osservatore Romano. Il primo intervento è stato di don Matteo Monfrinotti di Gubbio; il giovane sacerdote, studioso di Patrologia, ha presentato il contesto storico-teologico che papa Martino ha dovuto affrontare.

Poi ha parlato Emore Paoli, docente di Letteratura latina medievale e umanistica alla Seconda università di Roma, che si è soffermato sulla ricostruzione biografica di san Martino. Il terzo a intervenire è stato Filippo Orsini, direttore dell’Archivio storico del Comune, spiegando come san Martino sia presente nella memoria storica della città e della diocesi. Infine un giovane seminarista della Chiesa greco-cattolica, Taras Dzubansky, studente presso la Pontificia università San Tommaso d’Aquino a Roma, ha presentato la devozione delle Chiese orientali nei confronti del santo.

Una nota simpatica è stata la consegna di un’icona di san Martino agli attuali sei tuderti che portano tale nome. L’Arcivescovo ha terminato ringraziando tutti per l’interessante convegno; gli ospiti si sono trasferiti nella galleria del vescovado per un momento di convivialità e per ammirare gli affreschi, tra cui quello di san Martino ritratto mentre presiede il Sinodo dal lui indetto nel palazzo del Laterano.

L’ultima fase di questa splendida serata è stata la festa organizzata dagli ucraini nella sala del Consiglio dei palazzi comunali, con una cena tradizionale ucraina e di altri popoli dell’Est, accompagnata da musiche e canti della tradizione. Tutto è stato preparato dalle donne ucraine che vivono in mezzo a noi, assistendo i nostri anziani e malati. La testimonianza di papa Martino porta ancora frutto, e si aprono nuovi scenari per rapporti umani ed ecumenici con popoli che fino a qualche anno fa sentivamo lontani e che ora sono in mezzo a noi.

La vita

Martino, nato a Todi, fu eletto papa il primo luglio dell’anno 649. A causa di profonde divergenze teologiche con l’imperatore d’Oriente, indisse subito un Concilio. Le 5 sessioni si svolsero nella basilica del Laterano e furono presiedute dallo stesso pontefice; vi parteciparono 105 vescovi. L’imperatore fece arrestare il Papa, il quale giunto a Costantinopoli fu condannato a morte, pena commutata poi in esilio nel Chersoneso, in Crimea, ove il santo pontefice morì di stenti e abbandonato da tutti nel 655.

AUTORE: Don Marcello Cruciani