Bella e dolorosa, e fa riflettere

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DON ANGELO fanucci“Ricordati dei poveri”: fu solo un soffio nell’orecchio di Jorge Mario Bergoglio, appena eletto Papa, quello che gli disse il vecchio Cardinale un attimo prima che iniziasse la trafila che lo avrebbe portato, con il nome di “Papa Francesco” – scelto proprio in quel momento -, a salutare il mondo con il saluto più incredibile e più normale: “Buona sera!”.

“Ricordati dei poveri”. La storia della povertà è stata studiata con straordinario impegno e ottimi risultati da Bronislaw Gèremek, che fu un grande amico di Giovanni Paolo II ed è morto quattro anni dopo di lui. Quel suo impegno intelligente gli ha permesso di formulare la legge che regola l’alternarsi dell’alta e della bassa marea in fatto di povertà: quando le condizioni generali della società sono buone, sia sul piano spirituale che su quello economico, la nostra società, che non per nulla si è formata nell’alveo della cultura greco-ebraico-cristiana, sa essere anche molto benevola con chi è nel bisogno. Ma quando la situazione s’ingruma, le politiche sociali tendono sempre a farsi repressive nei confronti dei deboli. Splendido il titolo che Gèremek ha trovato per il suo capolavoro di ricercatore: La pietà e la forca.

Un storia a volte bella, a volte molto bella. Un storia dolorosa, a volte molto dolorosa. Il mondo è di tutti, e a tutti gli uomini è stato da Dio affidato come un giardino da custodire e coltivare, perché dia frutti abbondanti per la gioia della gola di tutti e il sostentamento di tutti.

E invece l’emarginazione del debole è la più ovvia delle norme per il mondo produttivistico, ma rimane uno scandalo inaccettabile per il cristiano. “Emarginazione”: da e o ex: movimento da dentro a fuori, diceva il buon Marco Tullio Cicerone; e “margine”. Mentre tutti dovrebbero essere al centro, perché lo esige la loro dignità di uomini, cioè di figli di Dio, chi non regge il ritmo viene spinto fuori, verso i margini, verso l’aspettativa pura e semplice della morte. Ma si permetteranno, e gli permetteranno di chiamarla ancora “vita”, quell’aspettativa pura e semplice della morte.

Domenica scorsa ho detto messa per quei 20 mila uomini di colore che sono annegati in anni recenti nel Canale di Sicilia mentre tentavano di fuggire da una condizione di sopravvivenza molto difficile, a volte disumana. Ventimila: il Papa in persona ha confermato quella cifra.

Poi ho inteso la battuta del vice presidente del Senato, Calderoli, a proposito di quella eccellente persona che è la ministro per l’Integrazione Kyenge (“Quando la vedo, non posso non pensare a un orango”). Calderoli!! Quello che ha fatto la peggiore delle leggi elettorali possibili e subito dopo l’ha definita “una porcata”! Che vergogna dover essere un suo connazionale!

AUTORE: Angelo M. Fanucci