Missione Georgia

Spedito un container di 12 metri con generi alimentari, giocattoli e vestiario

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Tutto il territorio spoletano ha vissuto un giorno fantastico lunedì 8 novembre. Oltre cento volontari di tutte le età, presente anche una classe dell’Istituto d’Arte, si sono ritrovati nell’ex caserma Minervio a Spoleto per caricare il container “Destinazione Georgia”. Il clima sembrava quello di una festosa fiera: “passami le coperte che ho uno spazio da riempire”, “veloce con i panettoni”, “avanti con il passamano che così snelliamo il lavoro”, incitavano gli operatori della Caritas. Nel giro di poco tempo un grande container lungo 12 metri si è riempito di generi alimentari, di giocattoli e di vestiario. Oltre alla mobilitazione per riempire il carico, grandissima è stata la risposta dei commercianti della diocesi che hanno fatto pervenire generi di ogni qualità e necessità. Anche le altre Caritas dell’Umbria hanno risposto alla raccolta promossa dalla Chiesa di Spoleto, che da tempo è capofila per la situazione georgiana. Alle 11.45 un lungo applauso ha scandito la chiusura dei portelloni del container. All’appuntamento non poteva mancare mons. Fontana, che si è messo insieme ai volontari a caricare i pacchi. Il Vescovo si è detto commosso nel vedere la sensibilità e l’amore con cui gli spoletini hanno risposto al suo appello. Anche il sindaco Massimo Brunini ha voluto manifestare, con la sua presenza, pieno apprezzamento per l’iniziativa. E proprio a lui è toccato, a nome dell’intera cittadinanza, apporre i sigilli allo speciale carico. Partito il camion, tutte le persone presenti si sono messe a discutere su come e quando ritrovarsi per caricare un nuovo container, visto che ci sono ancora tante merci, e tante altre ne stanno arrivando. Il container raggiungerà la Georgia prima via mare (da Ancona a Poti) e poi via terra, fino a Tbilisi, intorno al 21 novembre. Al suo arrivo l’arcivescovo Fontana, insieme al Nunzio Apostolico mons. Claudio Gugerotti, toglierà i sigilli posti dal sindaco. La visita della delegazione, cui parteciperà anche mons. Nozza, direttore nazionale della Caritas, durerà cinque giorni. Oltre a portare personalmente gli aiuti, ad un popolo martoriato da conflitti interni, che generano una povertà inimmaginabile, la visita vuole essere anche un sopralluogo per poi definire meglio gli interventi. La speranza è quella di istituire un campo aiuti in loco, come quello che la Caritas regionale ha nel Kosovo.

AUTORE: Francesco Carlini