Mons. Paglia presidente dei Vescovi umbri

Tra i primi impegni del nuovo presidente Ceu il convegno del 19 dicembre sul bene comune dell’Umbria e le responsabilità della Chiesa e di tutti i cittadini, comprese le istituzioni

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“Innanzi tutto devo esprimere il mio ringraziamento ai Vescovi dell’Umbria che hanno voluto eleggermi a questa carica, che ha certamente una rilevanza all’interno delle nostre Chiese umbre”. Sono le parole di mons. Vincenzo Paglia a poche ore dalla sua elezione a presidente della Conferenza episcopale umbra. “La loro fiducia è un impegno per me importante, gravoso, perché stiamo vivendo un momento singolare di questa regione. Se per un verso raccogliamo i frutti di un lungo lavoro della Conferenza episcopale nelle diverse stagioni di questi ultimi decenni, dall’altra siamo chiamati tutti insieme a rispondere alle nuove sfide che l’inizio di questo millennio pone davanti anche alla nostra regione”. Sulla Chiesa umbra, quella delle otto diocesi sorelle, il Vescovo pone speranze e attese per una rinascita che veda tutta la comunità unita e solidale, perché “c’è bisogno di una comunione ancora più profonda – afferma mons. Paglia – affinché sia più forte la nostra risposta: una comunione che sentiamo importante all’interno della nostra regione, ma anche legata alla Conferenza episcopale italiana, proprio perché, anche nella nostra regione, s’intrecciano tutte le sfide antropologiche, culturali, sociali, economiche, politiche che traversano l’intero Paese, e in modo particolare la vocazione che il Signore ha affidato alle Chiese italiane in questo momento”. Una comunione che ha radici lontane nella storia, segnata dalla testimonianza di Santi conosciuti in tutto il mondo. “C’è estremo bisogno che la nostra testimonianza sia sempre più chiaramente evangelica come quella dei nostri santi. Penso in particolare a Benedetto e Francesco, che si sono basati su un ascolto attento e fedele alla Parola di Dio perché risplendesse attraverso la loro stessa vita”. Dalla storia passata al presente, dove si affacciano nuovi bisogni e povertà, nuove sfide e speranze alle quali dare risposte. “Ecco perché – aggiunge il presule – sento questa responsabilità inserita nell’impegno di tutte le otto Chiese sorelle dell’Umbria, perché risplenda sempre più la grandezza e la bellezza dell’amore di Dio per tutti e particolarmente per i più poveri. Credo che proprio a partire dall’amore per i più deboli, per i più poveri, per coloro che più soffrono, è necessario ridare uno slancio nuovo, un’audacia nuova alla presenza della Chiesa nella nostra società”. E conclude: “Non possiamo tacere in questo tempo non semplice, anche per le domande impellenti che noi Vescovi riceviamo, per la gravità della crisi che stiamo attraversando, e comunque, per la responsabilità che non possiamo non sentire di fronte al futuro anche prossimo della nostra regione. Proprio in questa prospettiva s’inserisce il prossimo convegno del 19 dicembre sul bene comune dell’Umbria e le responsabilità della Chiesa e di tutti i cittadini, comprese tutte le istituzioni”.

AUTORE: Elisabetta Lomoro