Mormorii e verità sul celibato dei preti (audio)

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di Tonio Dell’Olio

Qui sopra puoi ascoltare l’intervista a don Tonio Dell’Olio sul celibato dei preti alla trasmissione di Radio 2 Caterpillar

Il libro uscito in Francia a firma di Papa Benedetto XVI e del card. Robert Sarah ha come titolo Dal profondo dei nostri cuori, e conta 180 pagine; e in alcune di queste, tratta del tema del celibato dei preti. In queste ore in cui andiamo in stampa prendiamo atto che non c’è testata giornalistica che non abbia affrontato il tema (e solo questo!) presentandolo col vigore di una clava, come una minaccia all’unità della Chiesa, come un duro attacco al pontificato di Papa Francesco da parte del suo predecessore.

Noi riteniamo che – proprio grazie a uno stile di Chiesa che Papa Francesco intende rafforzare – non dobbiamo scandalizzarci per la differenza di opinioni, ma piuttosto auspicarla come ricchezza che nasce dal dialogo e dal confronto.

Ovvero, il fatto che il Papa emerito e un cardinale di Curia ritengano un bene e una ricchezza la tradizione cattolica di scegliere i propri presbiteri tra uomini celibi, è opinione legittima e seria, profonda e radicata nella Scrittura e nella riflessione teologica, nella spiritualità presbiterale nonché nella storia millenaria della Chiesa latina. Hanno espresso ad alta voce, con passione sincera e con studio profondo, questo valore. Sarebbe stato piuttosto da condannare il mormorio da corridoio, il pettegolezzo di palazzo, il giudizio malevolo bisbigliato all’orecchio.

Papa Francesco invita continuamente al dialogo, e al contempo a preservare il nucleo essenziale della fede, a custodire il bene e a guardare con attenzione alla gerarchia delle verità. Lo stile conciliare, di cui Papa Ratzinger, il card. Sarah e Papa Francesco sono figli, ci insegna che “non è il Vangelo che cambia, siamo noi che lo capiamo sempre meglio” (Giovanni XXIII); e in questo cambiamento d’epoca le mutazioni che ci vengono richieste sono molto più rapide e frequenti.

Si tratta di accogliere sfide nuove, di utilizzare linguaggi comprensibili, di far fronte a situazioni inedite. Piuttosto è in malafede chi, come Sandro Magister, titola Un libro bomba. Ratzinger e Sarah chiedono a Francesco di non aprire varchi ai preti sposati, facendo un torto innanzitutto agli stessi autori del libro.

Nell’articolo si arriva ad affermare che “il Sinodo amazzonico in realtà, più che su fiumi e foreste, è stata una furiosa discussione sul futuro del sacerdozio cattolico, se celibe o no, e se aperto in futuro alle donne”. Non è vero! Quello che si sta consumando in Amazzonia è un dramma di dimensioni che non riusciamo a comprendere, e investe fiumi e foreste, ma anche popolazioni indigene. Solo prendendo a cuore seriamente le sorti delle popolazioni che abitano quelle terre si può comprendere anche la richiesta proveniente da alcune comunità cristiane amazzoniche di ordinare preti alcuni uomini sposati di provata vita cristiana.

Peraltro, accanto alle riflessioni di Papa Benedetto e del prefetto della Congregazione per il culto divino vi sono altri apporti come quello di mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, che dice: “All’interno del territorio della mia arcidiocesi, si trova l’enclave cattolica di rito bizantino di Piana degli Albanesi dove convivono preti sposati e celibi. E non si può certo dire che nel clero uxorato la dedizione a Dio e alla Chiesa sia inferiore”.

Anche di questa tradizione bisognerà tenere conto per introdurre, eventualmente e senza scandalo, un ritorno alla tradizione antecedente alla scelta del celibato dei preti. Insomma, l’invito è ad assumere le differenze di opinione come contributo prezioso, a esercitare la nostra maturità cristiana, a discernere e distinguere il nucleo della verità di fede dalle tradizioni che si sono affermate, a mediare senza sconti l’annuncio del Vangelo in un mondo che cambia e grida dolori e bisogni.

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