NARNI. La vita parrocchiale nella parrocchia dei Ss. Giovenale e Cassio

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L’attuale “parrocchia dei Ss. Giovenale e Cassio nella Cattedrale di Narni” è l’unione delle tante esistenti dentro le mura quando Narni era densamente popolata.

Ora conta circa 3.000 abitanti, ha il suo cuore nella bellissima concattedrale consacrata da papa Eugenio III nel 1145 e conta altre nove chiese: San Francesco, Sant’Agostino, Santa Maria Impensole, Nostra Signora di Lourdes, Santa Margherita, Sant’Agnese, Santa Restituta, la cappella della Beata Lucia e la cappella di Sant’Anna. Forma una comunità pastorale insieme alle parrocchie di Ss.Rita e Lucia, Santa Maria di Testaccio, San Lorenzo Martire, San Nicola in Itieli, San Michele Arcangelo in Sant’Urbano e la Cappellania dell’ospedale cittadino.

Come tutte le chiese insigni e antiche inserite in un contesto che vede insieme paese e città, si fonda su tradizioni antichissime, pur vivendo i problemi attuali comuni a gran parte delle parrocchie.

La Chiesa narnese conta più di 1.650 anni di storia, in quanto si fonda sulla figura di san Giovenale, primo vescovo, che ha cementato la fede dei cristiani presenti in una Narni – come ieri, così anche ai nostri tempi – intrisa di paganesimo.

Fino a pochi decenni fa, il tessuto sociale della città vedeva insieme le famiglie nobili di un tempo, il nuovo ceto operaio proveniente dalle grandi fabbriche del territorio e una fervente attività commerciale. Oggi, nella nuova vocazione turistica di Narni è innegabile un progressivo innalzarsi dell’età media, ma la presenza della facoltà di Scienze dell’investiga- zione rende meno evidente il forzato esodo giovanile causato dalla mancanza di lavoro, portando numerosi giovani universitari nel contesto cittadino.

Domenica 6 maggio Umbria Radio trasmetterà in diretta la messa delle ore 11 celebrata presso la concattedrale di San Giovenale a Narni. La celebrazione sarà animata dal coro parrocchiale “Harmoniae coelestes” e preceduta da un programma radiofonico dedicato all’approfondimento della vita parrocchiale.

Attualmente la parrocchia conta circa 85 tra bambini e ragazzi nel quinquennio del cammino di iniziazione cristiana che vede impegnate, alla domenica mattina, 10 catechiste e alcuni giovani collaboratori per vivere insieme gli incontri e la celebrazione. Da un anno stiamo vivendo l’esperienza settimanale del Gruppo ragazzi (13 e i 18 anni) cercando di testimoniare, sperimentando insieme a loro, la bellezza della fede cristiana unitamente imparata dal Vangelo, vissuta nella celebrazione, e applicata nell’attenzione ai fratelli. Alcune collaboratrici sostengono da diversi anni più volte alla settimana il dopo-scuola, nato per rendere più autonomi i giovani nello studio delle materie scolastiche.

I 10 volontari Caritas servono circa 50 nuclei familiari settimanalmente con il Centro di ascolto e la distribuzione di alimenti e vestiario. Ciò è reso possibile dal contributo di alcune famiglie narnesi denominato “Famiglia amica” (una famiglia più ‘in forze’ sostiene un’altra più debole) e le raccolte durante le esequie. Un nutrito gruppo liturgico composto dal coro polifonico parrocchiale, dai lettori, dai ministri straordinari della Comunione ma anche da una delle pochissime sacrestane italiane regolarmente assunte, prepara e cura le celebrazioni che – specialmente in una cattedrale pretendono grande attenzione, proprietà e formazione.

A ciò si aggiunge un nutrito (e insostituibile!) gruppo di ministranti costante e motivato affinché ogni celebrazione porti ricchi frutti spirituali splendendo per nobile semplicità.

La lectio divina vissuta mensilmente e le attività del gruppo di Ac parrocchiale arricchiscono la vita sacramentale ordinaria. La festa patronale ha dato vita alla Corsa all’anello, giostra storica tra le più antiche d’Italia. La sera del 2 maggio si rievoca l’offerta dei Ceri al santo patrono; il giorno successivo una solenne concelebrazione presieduta dal Vescovo termina nella processione per le vie cittadine con il busto-reliquiario argenteo del Santo fatto modellare come ex-voto dal più famoso orafo romano per lo scampato pericolo del terremoto del 1703.

 

AUTORE: Don Sergio Rossini