Nessuno si chiede perchè in Umbria ci sono così tanti aborti

L'Umbria prima nella classifica degli aborti: se ne fanno di più che nelle altre regioni italiane

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Gli attacchi alla vita nascente non si fermano. Ci siamo ormai abituati che un bimbo su quattro non ancora nato venga abortito legalmente nella nostra Umbria ( 82.750 dal 1978 ad oggi! ) e non ci chiediamo neanche il perché la nostra Regione detiene nel 2004 in Italia questi tristi primati: prima regione in Italia per tasso di abortività (13 aborti su 1.000 donne in età fertile; in Italia il tasso d’abortività è 9,9), seconda regione in Italia dopo la Puglia per rapporto di abortività (321.7 aborti per 1.000 nati vivi; in Italia è stato di 294.4 /1.000 n.v.)! Ci siamo battuti per il maggior rispetto della vita possibile durante una campagna referendaria per l’approvazione della legge 40 sulla fecondazione artificiale ed anche tutto questo sembra essere stato archiviato poiché semplicemente c’è una legge che produce bimbi in provetta rigorosamente omologhi, già dimenticando che comunque la tecnica stessa è abortiva in sé. Abbiamo la distribuzione sistematica della pillola del giorno dopo anche nei nostri presidi sanitari e nelle nostre farmacie e non ci si cura nemmeno più degli effetti che essa ha sia fisici che psichici. Nella nostra Umbria ci sono gruppi di studio per elaborare protocolli per l’uso della RU486 presso i Servizi Ospedalieri per l’IVG e giungono notizie che le controindicazioni che già sono state scritte e riscritte, anche a livello internazionale, non vengano prese nella debita considerazione. Alcuni vanno a dimostrare sulle piazze per la difesa della 194 e poi si stracciano le vesti per la bimba trovata nel laicissimo cassonetto di Alessandria o per la bimba salvata dalle acque, come novella Mosè. Gridano allo scandalo per gli attacchi alla laicità dello Stato e nel contempo poco o nulla si fa per offrire aiuti economici alle donne tentate di abortire per difficoltà economiche, o per rendere meno gravose le tariffe dell’acqua, del metano o le tasse alle famiglie numerose monoreddito. Si sta preparando una dura battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia anche in Italia motivandola con la riduzione della sofferenza del paziente e dei familiari ed oscurando la verità che così si uccide un uomo. Non esistono piccoli o grandi omicidi! Cosa sta succedendo? Come mai questa società è così schizofrenica? Siamo ormai alla deriva? Sì, siamo alla deriva prima ancora che morale, alla deriva della ragione, quando si delega al lecito legale il lecito morale. Guardini già nel lontano 1949 scriveva: ‘Come esiste una logica della scienza, esiste pure una logica della vita. La prima è evidente, quando dice per esempio che una pietra attirata dalla forza di gravità al centro della terra non può muoversi verso l’alto. L’altra è più difficile da capire, ma altrettanto inesorabile come la prima: dichiara che azioni eticamente sbagliate, anche se appaiono utili, alla fine conducono alla rovina. Mentire può recare vantaggio una, dieci, cento volte; alla fine stronca ciò su cui poggia la vita: nella propria interiorità il rispetto di se stessi, nel rapporto con gli altri la fiducia; è un danno senza rimedio. Questa conseguenza è inesorabile al pari della legge di gravità. ‘ Ogni violazione della persona, specialmente quando s’effettua sotto l’egida della legge, prepara lo Stato totalitario. Rifiutare questo e approvare quella non denota chiarezza di pensiero né coscienza morale vigile’. Sta ad ognuno di noi arginare questi attacchi, schiarire questo obnubilamento della coscienza manipolato dai parolai di turno, ricostruire un’antropologia dove l’uomo, tutto l’uomo, dal suo concepimento alla morte naturale sia trattato con dignità; un uomo al quale si riconosca il senso e significato del suo esistere per il solo fatto di esistere.

AUTORE: Angelo Francesco Filardo