San Venanzo. Il cammino compiuto dall’opera Santa Maria della Luce

Tempo di lettura: 204 secondi

Sono trascorsi più di dieci anni dal riconoscimento dell’Opera S. Maria della Luce (OSMdL) e credo sia giusto richiamare alla mente alcuni aspetti di questi primi passi compiuti. Aiutano a comprendere eventi e progetti che danno prova di quanto lo Spirito Santo agisca indipendentemente dalla nostra buona volontà.

Vorrei, a nome di tutti i sacerdoti, diaconi e aspiranti dell’OSMdL, inviare l’abbraccio fraterno che unisce chi vuole vivere nel nome di Gesù Cristo, Salvatore e Redentore dell’umanità, a servizio della Chiesa.

Una piccola realtà la nostra che ha avuto, sin dall’inizio, il mandato missionario di andare, di servire, di inculturarsi, senza temere le onde contrarie e le paure di chi si sente portato dal vento di non fermarsi e seguire gli impegni presi.

L’OSMdL è una realtà comunitaria nata senza voler essere una congregazione, ma aspirando a essere Società di Vita apostolica, caratterizzata quindi dall’annunzio evangelico, dalla vita fraterna in comune e dal servizio ai poveri. Tutto sotto la protezione della Madre di Dio, Madre della Luce.

Il nostro carisma è cristologico ed ecclesiale. Giovanni 8,12 è il passo che ha ispirato da diversi anni i primi fratelli che hanno iniziato il cammino. L’intercessione di Maria, Madre della Luce, ha fatto sì che ogni impegno e azione quotidiana sia stata intrapresa sotto la sua protezione.

L’esempio e la carità di Vincenzo de’ Paoli, la minorità di Francesco di Assisi hanno completato, sin dal primo istante, l’arduo cammino di una vita semplice e tenace per condurre i fratelli al non facile servizio ai poveri.

Desideriamo, al compiersi dei primi dieci anni di vita, dire grazie a chi ha voluto guidarci. Vescovi, sacerdoti, religiosi e tutte le persone che, con buoni suggerimenti e sostegno, ci hanno accompagnati. In particolare mons. Dante Bernini, vescovo emerito di Velletri, mons. Decio Lucio Grandoni, mons. Giovanni Scanavino, mons. Benedetto Tuzia, nonché i Vescovi del Brasile, dello Zambia, dell’India e del Messico.

Quest’ultimi hanno reso possibile l’apertura di fraternità e di opere, alcune delle quali in collaborazione con l’associazione Comunità Nazareth, associazione pubblica ecclesiale, composta di laici e consacrati, nata nel 1992 ed eretta da mons. Grandoni.

A oggi l’OSMdL conta 45 membri, di cui 16 sacerdoti, 2 diaconi, un diacono permanente, e 26 tra studenti e ammessi all’aspirantato e noviziato. Tra questi, cinque giovani inizieranno, nel prossimo anno 2019-2020, un tempo di discernimento. Le nostre diverse nazionalità accrescono la spinta ad andare oltre i confini: Brasile, India, Zambia, Camerun, Nigeria, Haiti, Messico, Albania, Italia.

L’iter formativo alla vita religiosa e ai ministeri si svolge, rispettivamente, nelle maggiori fraternità e seminari maggiori e inter-congregazionali, quando e dove è possibile farlo.
Chiediamo a tutti i fratelli e amici l’invito a pregare assiduamente per l’OSMdL perché possiamo costituire, sempre più, “un cuor solo e un’anima sola” (At 4,32), e così incarnare il comandamento nuovo di Gesù: “…che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati… da questo sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 31-35).

Notiamo come Gesù ripeta – con forza e insistenza – lo stesso principio fondante della vita fraterna. Principio su cui si basa la forza di una comunità di vita apostolica.
Nessuno di noi immaginava che, in così poco tempo, la nostra esperienza avrebbe raggiunto risultati che sono davanti ai nostri occhi. Per tale motivo l’impegno dell’OSMdL è quello di dare, principalmente, la testimonianza di un amore vicendevole.

Probabilmente è questo dato di fatto che ha reso possibile tale cammino ed è per questo che intendiamo assumerci il dovere e la missione di annunciare il Vangelo, condividendo la vita consacrata e la costante sfida di servire i più deboli. L’eucarestia, il costante contatto con la Parola di Dio e la preghiera sono al centro delle nostre Costituzioni e del progetto formativo.

Abbiamo avuto in questi dieci anni la prova di quanto la preghiera sia fondante per una vita fraterna che desidera il carisma del “Chi segue me non cammina nelle tenebre ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).
Con gratitudine a Dio e alla sua immensa bontà

Don Ruggero Iorio

LASCIA UN COMMENTO