Il Papa torna ad Assisi per l’“altra” economia

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di Tonio Dell’Olio*

Correva l’anno 2013, primo del suo pontificato, quando il 4 ottobre, in visita per la sua prima volta ad Assisi, Papa Francesco si recò anche nel luogo in cui 800 anni prima il Poverello si era spogliato delle vesti per renderle al padre Pietro di Bernardone, e fu ricoperto dal mantello del vescovo Guido. In quel luogo, Papa Bergoglio volle solo incontrare alcuni poveri, ai quali rivolse un discorso a braccio, consegnando in seguito quello preparato.

“Tanti di voi sono stati spogliati da questo mondo selvaggio, che non dà lavoro, che non aiuta; a cui non importa se ci sono bambini che muoiono di fame nel mondo; non importa se tante famiglie non hanno da mangiare, non hanno la dignità di portare pane a casa; non importa che tanta gente debba fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà”.

Ebbene, è questa l’origine della sorprendente decisione annunciata sabato 11 maggio (ma significativamente firmata il 1° maggio) con il titolo di “Economy of Francesco”, di convocare, accogliere e incontrare ad Assisi giovani imprenditori e imprenditrici nonché economisti e studenti di Economia che stanno “iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda.

Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un ‘patto’ per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani”.

Il Papa argentino si rivolge ai giovani, alla loro intraprendenza e al loro coraggio, al loro entusiasmo e alla speranza che coltivano, per ribaltare i canoni dell’economia che punta esclusivamente al profitto e convertirla alla condivisione, alla crescita di ogni persona, a sanare le profonde ferite impresse nell’umanità a causa dell’egoismo, che proprio nell’economia trova la sua massima e più tragica espressione.

Vale la pena sottolineare che l’elevazione del luogo della Spogliazione a “santuario” ha messo in moto riflessioni e prospettive che riguardano soprattutto l’economia circolare; come d’altra parte si fa proprio in questi giorni per l’anniversario del riconoscimento del santuario, con relatori di provata competenza in materie economiche ed esponenti di religioni diverse. Le dichiarazioni del vescovo Domenico Sorrentino, così come della prima cittadina Stefania Proietti e delle famiglie francescane esprimono la gioia di incontrare nuovamente il Papa, ma soprattutto sottolineano la soddisfazione di vedere Assisi eletta a “capitale morale” dell’economia alternativa a quella di mercato.

La economy of Francesco infatti non è solo quella di san Francesco, ma anche di tutto il movimento francescano che, ad esempio nella seconda metà del ’400, si distinse con iniziative economiche tese a sconfiggere la povertà alle radici, con personaggi come Giacomo della Marca, Giovanni da Capestrano, Bernardino da Feltre che inventarono di fatto le “banche etiche” sotto la forma dei Monti di pietà.

Dal 26 al 28 marzo, quindi, ci si incontrerà per dare corpo e gambe a quel sogno che deve accogliere il contributo di credenti di altre fedi e di non credenti, oltre che di cristiani innamorati del Vangelo dei poveri. Perché, come ha insegnato il Concilio, “la pace non è la semplice assenza della guerra né può ridursi unicamente a rendere stabile l’equilibrio delle forze avverse, ma viene con tutta esattezza definita a opera di giustizia”.

* Presidente della Commissione “Spirito di Assisi”

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