Passi nella spiritualità

Insieme all’Arcivescovo in numerosi luoghi santi italiani ed esteri

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Nell’antica tradizione del pellegrinaggio, una quarantina di sacerdoti della nostra diocesi, con l’arcivescovo Renato, hanno percorso le tappe di un cammino spirituale ricco di incontri e momenti spirituali forti. Ciascuno di noi si è immerso nelle molteplici spiritualità incontrate. Nel maestoso santuario di Gesù Bambino di Praga ad Arenzano (Genova), costruito sul “monte”, sembra quasi che il piccolo Gesù voglia dirci che per iniziare il cammino del nostro pellegrinaggio-esercizi spirituali, dobbiamo essere come bambini. Passano poche ore e già ci troviamo immersi nella “forza” che scaturisce da San Michele; la Sacra di San Michele ci dà la percezione di questa potenza, ma anche dell’altezza spirituale che ciascuno di noi, se vuole, può raggiungere: un santuario costruito sulla cima di un monte, conglobandone la sommità di 962 metri nella base del tempio. Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore questo tocco straordinario dell’Arcangelo che subito, a Lione, ci immergiamo nel santuario di Notre Dame de Fourvière consolandoci per la nostra scarsa generosità spirituale con l’amore materno di Maria che, guardando la città dalla guglia più alta, protegge tutti i suoi abitanti e, perché no, anche i visitatori. Maria ci ha preparati all’incontro con la fortissima spiritualità del santo Curato d’Ars: egli ci ha insegnato che i nostri parrocchiani li possiamo “portare” in paradiso solo se siamo disposti a sacrificare la nostra vita per loro come ha fatto Gesù per tutti noi. Il cammino continua nella comunità monastica di Taizé. Scopriamo che la loro preghiera serve per “rompere” con il passato negativo della nostra vita, per aprirci alle meraviglie dell’incontro con Cristo. È così che a Paray Le Monial incontriamo il Sacro Cuore di Gesù che ci accoglie, anche perché giungiamo a Lui dopo essere stati preparati da sua Madre. Frastornati da tanti richiami spirituali, siamo partiti per l’Italia: la nuova tappa sarà la visita alla santa Sindone. Ma prima sperimentiamo ancora la generosa ospitalità della Chiesa di Susa, l’antica diocesi del nostro Arcivescovo. Come tanti pellegrini ci mettiamo in fila per incontrare l’immagine straordinaria di nostro Signore Gesù Cristo; un’immagine che non sempre suscita la fede, ma certamente la rafforza in chi già la possiede, e consola il cuore di chi è afflitto. Lui, il nostro Salvatore, ha già sofferto tutto anche per noi: in Lui solo possiamo avere salvezza e consolazione. Dopo aver maggiormente preso coscienza della passione di Cristo, celebriamo la messa nel santuario della Madonna Consolata, la Madre che, se glielo chiediamo, ci consola nelle sofferenze della nostra vita. Gli appuntamenti con la realtà trascendente di Dio, l’incontro con le sue tante manifestazioni in mezzo a noi, ci hanno riempito il cuore e ci hanno aiutato a comprendere che anche noi un giorno, forse, potremo dire: “Padre, non ho perso nessuno di quelli che mi hai affidato”.

AUTORE: Don Fabrizio Maniezzo