Pellegrini da Israele a Cascia

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Pellegrini da Israele accolti a Cascia dall’arcivescovo Renato Boccardo

Questa settimana sono giunti a Cascia 23 pellegrini provenienti dalla Terra Santa, precisamente dalla parrocchia di S. Antonio di Padova a Jaffa, alle porte di Tel Aviv (Israele), accolti dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo nella Basilica di Santa Rita, accompagnati dal parroco padre Agostino Pelayo, ofm, che in passato è stato parroco a Casale di Montefalco.

Solo a 23 pellegrini su 55 iniziali è stato concesso il viaggio da Israele a Cascia

I pellegrini in totale dovevano essere 55, ma solo a 23 è stata concessa la possibilità di lasciare Israele; erano attesi in Umbria già lo scorso mese di giugno, ma a causa degli attacchi missilistici tra Israele e Iran non è stato possibile. Mons. Boccardo ha celebrato la Messa con loro nella Basilica di Cascia, alla presenza anche di altri devoti di Santa Rita e del sindaco di Cascia Mario De Carolis. Alcuni canti della liturgia sono stati eseguiti in arabo dai fedeli di Jaffa. 

Da Israele a Cascia per non far diventare la guerra una cronaca ordinaria

“Siamo qui – ha detto l’arcivescovo Boccardo nell’omelia – per guardare Santa Rita che si è progressivamente lasciata trasfigurare dalla grazia di Dio, sostituendo così il bene con il male. Siamo limitati e fragili, ma i Santi ci indicano la fermezza nel percorrere la via del bene. Accogliendovi in questa Basilica non possiamo non pensare alle tragedie immani che feriscono l’umanità a causa della guerra in varie zone del mondo, tra cui nella vostra e nostra Terra Santa. Non dobbiamo far diventare la guerra una cronaca ordinaria.

Dire che io non posso fare nulla per la pace è solo un alibi. Anche noi possiamo contribuire a costruirla con dei gesti concreti di accoglienza e di perdono nelle nostre case, rispettando le differenze, perdonando e chiedendo perdono. Oggi – ha concluso mons. Boccardo – creiamo un ponte speciale che unisce Jaffa a Cascia nel nome di Santa Rita. A lei, invocata come avvocata dei casi impossibili, chiediamo che si arresti lo scorrere del sangue e che rifiorisca la pace”.

Il dono di una statua di santa Rita, avvocata dei casi impossibili, alla parrocchia di Jaffa

Al termine della celebrazione l’Arcivescovo, a nome dell’intera diocesi di Spoleto-Norcia, ha donato ai pellegrini israeliani una statua di Santa Rita da venerare nella chiesa parrocchiale di S. Antonio. “Abbiamo una piccola immagine della Santa – ha detto padre Agostino Pelayo – che ora andremo a sostituire con questa. Vi ringraziamo di questo dono.

Nella nostra zona ora la situazione, rispetto allo scorso giugno, è più tranquilla. Abbiamo ripreso una vita abbastanza normale, anche se la paura abita in noi costantemente. Come parrocchia siamo attivi nel reperire cibo e soldi da inviare ai nostri fratelli di Gaza.

Stiamo attraversando giorni difficili – ha concluso -, ma come cristiani abbiamo la certezza che non siamo da soli: il Signore è con noi fino alla fine del mondo”.

Il pellegrinaggio da Israele proseguirà a La Verna e poi a Padova

Il gruppo della parrocchia di Jaffa nei giorni scorsi è stato a Roma per il passaggio della Porta Santa e vivere così il Giubileo; ora sono in Umbria: dopo la visita a Cascia e Roccaporena, sono previste quelle a Spoleto, a Montefalco per venerare Santa Chiara della Croce e ad Assisi sulla tomba di S. Francesco. Poi, si sposteranno in Toscana, al santuario francescano de La Verna, e infine andranno pellegrini a Padova da S. Antonio, titolare della loro parrocchia.

Francesco Carlini

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