Per i disabili Perugia non è la “città delle pari opportunità”

Se ne è parlato al Consiglio grande

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Si è consumato la settimana scorsa il primo Consiglio grande della legislatura comunale perugina. Convocato per ascoltare il parere della cittadinanza in merito alle questioni della vivibilità cittadina rispetto agli spazi urbani, non ha avuto grossa risonanza né sulla stampa né per i diretti interessati: i perugini. Il consigliere comunale Raffaele Goretti, disabile ed incaricato dal sindaco sulle questioni dell’handicap e delle barriere architettoniche, ha parlato del lavoro di monitoraggio sulle barriere esistenti, svolto per adesso in quattro circoscrizioni, ricordando che “potenzialmente ognuno è disabile e che il tema dell’abbattimento delle barriere ha forti valori sociali e politici e che occorrono scelte coraggiose ed innovative”. L’incontro, però, più che aperto al confronto con la cittadinanza è apparso, in base ai vari interventi, l’illustrazione di piani comunali già predisposti, che mal si rapportano a quanto detto dal presidente del consiglio comunale Guasticchi che ha spiegato di aver indetto il Consiglio grande “per sentire il parere dei cittadini, affinché l’amministrazione comunale possa elaborare le proprie strategie, anche in base alle proposte fatte”. Si è parlato di barriere socio-psicologiche che il disabile deve superare; di come il problema sia stato sottovalutato e “della necessità di scongiurare il confinamento dei disabili entro le mura domestiche”, trovando la risposta negli ascensori di cui saranno dotate le fermate del minimetrò. Se da un lato sono stati rielencati i provvedimenti attuati dall’Amministrazione comunale: parcheggi per disabili, marciapiedi a norma, sovrappasso in via Angeloni e i nuovi autobus con pedana idraulica e sistemi acustici ed ottici per utenti con problemi motori, visivi ed acustici; dall’altro ci si scontra con le problematiche di legge. Dal punto di vista delle costruzioni, ha detto l’ingegner Belardi dell’Università di Perugia, “non si tengono presenti le esigenze dei disabili nella progettazione iniziale”, imputando la discriminazione urbanistica ai danni dei disabili alla mancanza di iter formativo di chi progetta. L’architetto della Regione Angelici ha richiamato l’attenzione sui due finanziamenti per avviare opere di adeguamento di stabili non a norma: quello regionale e quello statale. Tutti e due inutilizzabili. Il primo per l’attuale mancanza di fondi, il secondo, oltre l’indisponibilità di risorse, annovera la caratteristica statale dei tempi biblici nella concessione del finanziamento. A questo punto è intervenuto il vice prefetto Ragno, il quale ha osservato che “esistono leggi che dettano i principi di assistenza per i cittadini disabili, ma è evidente che le leggi non vengono applicate bene”. Duri nei giudizi alcuni consiglieri d’opposizione: Giorgio Corrado ha chiesto all’Amministrazione “quali interventi siano stati fatti, oltre una rilevazione limitata nel territorio, e quali impegni siano stati assunti in termini di investimenti e interventi”, facendo notare come l’incontro denotasse assenza di progettualità, vedendo nell’assenza di molte associazioni il sintomo di una frattura tra società e palazzo. Bruno Stafisso ha ricordato “che negli anni molto è stato fatto, ma che rimane molto da fare per rendere accessibili bar, ristoranti, cinema e uffici pubblici”. Siamo ancora lontani da quell’idea di Perugia “città delle pari opportunità”, accessibile e fruibile da tutti e per tutti. Il sindaco Locchi ha ringraziato il consigliere Goretti per l’impegno e per il proficuo lavoro svolto, ma dopo il Consiglio Grande sembra che sia rimasto solo, come molte associazioni che da anni portano avanti un discorso puramente volontario.

AUTORE: U. M.