Per la ‘questione’ piccioni tutti d’accordo

Nel centro storico di Bastia Umbra

Tempo di lettura: 157 secondi

‘Non c’è nulla di più stolto che una risposta a una domanda che non si pone’ diceva A. Niebhur qualche tempo fa. Ma una risposta inadeguata a una domanda o ad un problema reale è forse altrettanto stolta. La ‘questione piccione’ è ormai pane per i denti dei bastioli del centro storico da qualche tempo, eppure rimane un problema frainteso, a volte obliato e nella maggior parte dei casi politicizzato. Ebbene, il tempo passa, le amministrazioni cambiano e il problema resta, forse anche amplificato da fatti e contingenze di questi giorni, come l’abbattimento di un edificio del centro storico, considerato più malsano che pericolante. A sentire la gente del posto, ci si prodigherebbe volentieri a scagliare veleno non solo a parole, come è successo solo per aver sollevato in termini di informazione la questione piccioni. Di veleno ce ne vorrebbe tanto, dice una signora di passaggio al sentirsi chiedere se per lei i piccioni sono un problema. Ma c’è anche chi prospetta la soluzione più rispettosa di spaventarli e farli comunque andare lontano dal centro. Certo, la questione è assolutamente reale, quindi bisognerebbe prendere provvedimenti. E allontanarli da lì sarebbe una delle ipotesi più appoggiate dalla maggior parte della gente, ma è poi quello che l’attuale Amministrazione vorrebbe fare, mi auguro con l’intento di aprirsi per prendere consigli anche nello schieramento opposto, fatto comunque di gente che vive a Bastia e che ha a cuore la possibilità di vivere bene. Vista da tutte le prospettive, la stessa medaglia sembra mostrare buone possibilità di evitare fraintendimenti. Sia l’Amministrazione che l’opposizione sono d’accordo che bisogna intervenire. Inoltre, entrambi sono d’accordo che l’unica soluzione non sarebbe la costruzione della torre colombaia come luogo su cui far convogliare i volatili, per garantirgli comunque un riparo e un luogo nel quale continuare a riprodursi. Ma da entrambe le parti si sente girare anche l’ipotesi di mangimi antifecondativi. L’Amministrazione si farà carico intanto di alcune azioni preliminari. Anzitutto un censimento sulla presenza numerica dei colombi, insieme con un’indagine epidemiologica ad opera della Asl che permetta di verificare se gli animali sono sani o portatori di malattie. Quindi, in secondo tempo e a conti fatti si prospetterà la soluzione, dal momento che la pericolosità emergerebbe solo se gli animali fossero malati di salmonellosi. Certo, noi non escluderemmo neanche l’ipotesi che i proprietari assenteisti delle case del centro storico si facciano carico, visti i disagi sollevati dalla popolazione stessa, di chiudere le finestre di case sfitte o soffitte in disuso con reti che impedirebbero ai piccioni di entrare e di trovare un luogo in cui stare e magari anche nidificare. Da parte dell’Amministrazione ci sono tutti i buoni propositi per muoversi in modo finalmente efficace, ma anche i suggerimenti dell’opposizione ci sembrano costruttivi. Infatti l’idea di controllare le nascite attraverso la rimozione/sostituzione delle uova o di garantire un’alimentazione corretta e controlli sanitari da parte di veterinari, al fine di migliorare lo stato di salute e la qualità della vita dei volatili sono suggerimenti che potrebbero finalmente mettere d’accordo tutti, sia animalisti che bastioli stufi dei disagi procurati dai piccioni.

AUTORE: Maurizia Berardi