Piano regionale dei trasporti: progetti e incognite

TRASPORTI. L’assessore Silvano Rometti ha illustrato il Piano regionale 2014-2024. Tanti progetti, tante incognite

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Tratto umbro della E45
Tratto umbro della E45

Una maggiore “integrazione dell’Umbria nella grande rete delle regioni d’Europa” è l’ambizioso progetto del nuovo Piano regionale dei trasporti 2014-2024. Dieci anni per consentire agli umbri di salire sui treni ad alta velocità senza doversi spostare a Roma o Firenze, di avere un aeroporto appetibile per turisti e operatori economici di tutto il centro Italia, di viaggiare su strade più moderne e sicure e ben collegate con le grandi direttrici europee. Le linee programmatico-progettuali del piano sono state illustrate la scorsa settimana alla seconda Commissione del Consiglio regionale dall’assessore ai Trasporti Silvano Rometti, ottenendo un sostanziale consenso dei consiglieri di maggioranza e opposizione.

Anche perché – ma questa è una nostra considerazione – si tratta di obiettivi certo da tutti condivisibili, ma ancora vaghi soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di risorse per realizzarli. Ne è un esempio la contestata trasformazione in autostrada della E45. Una superstrada con tante buche e tanti cantieri che nel tratto umbro, soltanto nel periodo tra il 25 luglio e il 31 agosto scorso, è stata percorsa da un milione e 300.000 veicoli, con una media di 35.000 al giorno.

Dati forniti dall’Anas, che indica anche un incremento dell’8 per cento rispetto all’anno scorso quando il tempo era più bello e c’erano più italiani in vacanza. Il Cipe ha approvato il progetto di trasformarla in autostrada e il governo Renzi nel programma “Sblocca Italia” l’ha inserito tra le priorità nazionali, ma dalla Corte dei conti è già venuto un alt: non sono chiare le modalità di finanziamento.

L’assessore Rometti – che era affiancato dall’ing. Stefano Ciurnelli, curatore del piano decennale – illustrandolo ai consiglieri di palazzo Cesaroni ha spiegato che si punta al miglioramento del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Roma Fiumicino, ma anche “ad affermare il ruolo di quello umbro all’interno del bacino Centro Italia, sia come scalo vocato al traffico turistico e business, sia come scalo sussidiario rispetto al sistema aeroportuale di Roma per il traffico low cost”.

Per i treni sono in programma la costruzione di una nuova stazione per quelli di alta velocità nel tratto Roma-Firenze al confine tra Umbria e Toscana, a sud di Arezzo, e nuovi e più veloci collegamenti ferroviari con Roma. Dovrà essere più facile raggiungere l’aereoporto San Francesco anche per i passeggeri dei treni.

Per le strade – ha detto ancora Rometti – “si punta a rendere più agevole l’accessibilità alle reti centrali trans-europee di trasporto terrestri e marittima; a migliorare le caratteristiche prestazionali e di sicurezza della rete stradale di interesse nazionale; ad affermare il ruolo della piattaforma logistica umbra come sistema a servizio di tutto il bacino del Centro Italia”. Anche per il trafficato “Nodo di Perugia” si dovranno “garantire adeguati livelli di fluidità e di sicurezza”.

In un precedente incontro con la stessa Commissione alla fine di luglio, Rometti aveva anche sottolineato che il nuovo piano deve realizzare una migliore integrazione tra i vari mezzi di trasporto pubblico, per raggiungere un migliore rapporto costi/ricavi. “Oggi – aveva detto – il 45 per cento dei pullman viaggia con meno di 10 passeggeri e una fetta importante di treni con meno di 30 persone. Questo non ce lo possiamo più permettere. Vanno assolutamente eliminate le sovrapposizioni. È necessaria un’offerta di servizi più flessibile, magari attraverso mezzi più piccoli”.

Progetti e idee condivise anche dall’opposizione.“Siamo in una fase preliminare della discussione – ha detto Raffaele Nevi (FI) a margine della riunione della scorsa settimana – e troviamo comunque convergenza su alcune linee del Piano e su ipotesi che rappresentano proposte che da anni stiamo evidenziando”.

Non è invece d’accordo con il progetto della nuova stazione per l’alta velocità al confine tra Umbria e Toscana il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli. Una stazione “di cui si ignorano tempi di realizzazione e costi che rischia – ha detto – di diventare un altro carrozzone a carico degli umbri, e un modo per allungare i tempi entro i quali assicurare ai cittadini della nostra regione collegamenti ferroviari seri e funzionali con il resto dell’Italia e dell’Europa”. Per la Monacelli, invece, si dovrebbe lavorare con Trenitalia “per far inserire nei tracciati ferroviari regionali il Freccia Argento, che non transita in Umbria, e aumentare i passaggi del Freccia Bianca per assicurare collegamenti puntuali con le tre stazioni più vicine da cui partono treni ad alta velocità: Roma, Firenze e Ancona”.

Il presidente della seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni (Pd), propone invece di prendere in considerazione la possibilità di prolungare i servizi della Ferrovia centrale umbra fino a Cesena.

Una ferrovia da lui definita “spina dorsale per il trasporto umbro” e che il prossimo anno festeggerà un secolo di vita. Che però – aggiungiamo noi – ha anche carrozze e servizi ‘da museo’, e le cui potenzialità non sono state mai pienamente sfruttate. Ne sanno qualcosa i pochi viaggiatori.

I pendolari sono altrettanto scontenti dei servizi offerti dalle Ferrovie italiane in Umbria. Ultimamente si è inoltre aperta una sorta di scontro tra comitati pendolari di Lazio e Umbria, con una guerra interna anche tra quelli delle diverse aree geografiche della provincia di Terni. È accaduto infatti che per alcuni treni sempre troppo affollati sulla Foligno-Roma la Regione umbra abbia chiesto e ottenuto la soppressione della fermata di Orte per impedire appunto l’invasione di scompartimenti e perfino dei corridoi da parte dei viaggiatori che salgono nella stazione laziale.

Decisione che scontenta i pendolari dell’Alto Lazio ma anche della provincia di Terni che utilizzavano la fermata. E così sono in corso mediazioni e incontri tra l’assessore umbro Rometti, il suo collega del Lazio e Treniitalia per trovare una soluzione accettabile per tutti.

Sconti per gli universitari

Studi universitari sempre più cari, con meno iscritti negli atenei dell’Umbria. Per aiutare le loro famiglie, dal 1° settembre in tutta la regione sono state introdotti sconti e agevolazioni per gli abbonamenti annuali di questi giovani in tutti i mezzi di trasporto pubblico locale. La riduzione è di 102 euro per gli abbonamenti urbani di Perugia, 100 euro per quelli urbani di Terni e altre sedi distaccate, mentre per gli abbonamenti extraurbani si va da 100 fino a 266 euro. “La volontà comune di Regione e Università – ha detto l’assessore regionale ai Trasporti Rometti – è quella di essere d’aiuto alle famiglie, già gravate dalla sfavorevole situazione economica generale, e di migliorare i servizi offerti a quanti scelgono di frequentare l’ateneo umbro. Allo stesso tempo, si promuove l’uso dei mezzi pubblici, così da ridurre gli spostamenti in auto, a vantaggio della migliore vivibilità della città”. Il rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, nel sottolineare l’importante collaborazione attivata con la Regione anche in materia di assistenza sanitaria agli studenti universitari, ha annunciato nuove facilitazioni e servizi.

AUTORE: Enzo Ferrini