Presenza viva in mezzo a noi

Diocesi. Al pellegrinaggio alla Madonna della Stella, portata in processione la SS. Icone. La proposta finale avanzata dall’Arcivescovo

Tempo di lettura: 159 secondi

Moltissimi fedeli della diocesi hanno partecipato sabato 1° maggio al consueto pellegrinaggio S. Luca – Madonna della Stella per chiedere il dono di nuove vocazioni al sacerdozio. L’arcivescovo Renato Boccardo all’inizio del mese mariano ha voluto che alla processione fosse presente la Santissima Icone conservata e venerata nella cattedrale di Spoleto. La preziosa tavoletta raffigurante la Vergine, regalata alla città dal Barbarossa nel 1185 in segno di pace, è stata fatta uscire in via del tutto eccezionale. È andata pellegrina con i pellegrini nelle strade della piana spoletina. È scesa tra le gente non per suscitare emozioni né per dar vita a momenti eclatanti o straordinari, ma per un gesto di fede semplice e umile. Per chiedere la sua intercessione al Figlio per il dono di nuovi sacerdoti. Preti e popolo di Dio hanno risposto all’invito dell’Arcivescovo. Nella splendida mattinata di sole del 1° maggio, oltre 500 persone hanno camminato e pregato lungo la strada che da S. Luca porta al santuario della Stella. Chiudeva il corteo la Santissima Icone, quasi a vegliare e proteggere il tragitto dei pellegrini. Colei che conosce la storia di migliaia e migliaia di persone, nel silenzio, si è messa accanto alla “sua” gente, condividendo le gioie e i dolori dei “suoi” figli. “L’Icone in mezzo a noi – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – non è una presenza statica, ma viva. Continua a ripeterci il suo insegnamento. Con la mano alzata ci indica suo Figlio, che noi dobbiamo guardare e ascoltare. La Madonna non ha nulla da aggiungere a quello già detto da Gesù. Nella misura in cui sapremo imitare Cristo, saremo veri figli di Maria. Alla Santissima Icone chiediamo – ha affermato il presule – che si moltiplichino le famiglie cristiane, che ognuno nelle nostre parrocchie si senta a casa sua, che la gente viva a pieno il messaggio cristiano. Così nasceranno nuove vocazioni al sacerdozio”. Prima della benedizione finale il superiore della comunità passionista della Stella, padre Fernando Taccone, ha ringraziato l’Arcivescovo e ha raccontato un evento legato all’Icone e all’Ordine cui appartiene. Il 22 agosto 1856 alla processione per le vie della città dell’immagine c’è anche il giovane Francesco Possenti, figlio di un assessore del tribunale di Spoleto. Quando la Madonna gli passa dinanzi, gli risuonano nel cuore queste parole: “Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!”. Non riesce a resistere alla chiamata di Maria. Lascia Spoleto ed entra tra i figli di S. Paolo della Croce. Diventerà il grande san Gabriele dell’Addolorata. Poi, anche mons. Boccardo ha preso la parola: “Alla Santissima Icone, che ha permesso ai Passionisti di annoverare la figura di san Gabriele, questa Chiesa diocesana – ha detto l’Arcivescovo – chiede un piccolo dono: che questo santuario della Madonna della Stella diventi chiesa parrocchiale per tutte le frazioni del territorio circostante”. La gente ha accolto la proposta di mons. Boccardo con due lunghissimi applausi. Si attende la decisione dei Passionisti. Al termine della messa le persone presenti sono passate dinanzi all’Icone per un momento di preghiera. Molti l’hanno vista per la prima volta, altri la prima volta così da vicino. Intorno alle 10.30 l’immagine ha lasciato la Madonna della Stella per far ritorno nella cattedrale di Spoleto.

AUTORE: Francesco Carlini