Presto sarà una realtà anche in Umbria: a Montemorcino è stata presentata la scuola diocesana di evangelizzazione

Evangelizzare scendendo in strada

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Scuola di evangelizzazione. È stata presentata in questi giorni, alla Festa di Montemorcino, la Scuola diocesana di evangelizzazione, una scuola permanente con l’obiettivo di costituire una équipe di evangelizzatori, a disposizione delle parrocchie per future missioni per strada. Inizia a ottobre e si avvarrà del contributo di iniziative simili già avviate in altre diocesi. Tra i relatori Chiara Amirante, fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti” e don Domenico Sigalini, assistente nazionale di AC. Gli incontri si svolgeranno una volta al mese. Dopo un primo momento di formazione sul “kerygma“, sull’evangelizzazione missionaria, verranno proposti “laboratori” concreti di evangelizzazione nel centro di Perugia e in altri luoghi. Per info e iscrizioni: telefono 346 2414847 o www.diocesi.perugia.it.

Le strade e le piazze come luoghi privilegiati per l’evangelizzazione. Piano piano, tutto questo sta diventando realtà anche a Perugia, come lo è già in altre parti d’Italia. A Firenze, per esempio, a Verona, Riccione… Omero, 36 anni, perugino, insegnante di sostegno nella scuola superiore, ha già partecipato a qualcuna di queste iniziative: a Firenze, organizzato dalle ‘Sentinelle del mattino’; a Verona dal Centro diocesano per l’evangelizzazione; a Verona dove ha visto “l’importanza dell’unione di più esperienze per un medesimo obiettivo, quello di far conoscere alle persone Gesù Cristo”. Si scopre, così, che non è poi tanto bizzarra l’idea di scendere per strada e “attaccare discorso” su Gesù, con il primo passante che capita. Si può incontrare qualsiasi tipo di persona, dall’indifferente all’arrabbiato con Dio e con la Chiesa, al musulmano, fino al sarcastico, allo spacciatore di droga… ma si può incontrare anche chi è veramente aperto ad accogliere un messaggio tanto semplice quanto impegnativo: “Dio ti ama! Gesù ha dato la sua vita per te!”.

Questa è l’esperienza di chi a Perugia ha iniziato con tanta semplicità, e ricordiamo non solo l’esperienza di Omero, che insieme ad altri giovani, legati alla Comunità Magnificat, si sono impegnati in incontri stabili di preghiera, di formazione e missione vera e propria per le strade del centro storico, ma anche quella dei seminaristi della diocesi lo scorso anno in corso Vannucci, dove hanno fermato le persone, in particolare i giovani, per sfidarli con domande impegnative: “Ricerca di senso in corso” era lo slogan dell’iniziativa. Alcune parrocchie hanno tentato modelli di “evangelizzazione per strada”, come a Sant’Agostino in occasione della ‘missione’ parrocchiale, e a Ferro di Cavallo, ai tempi dell’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale, con l’annuncio “porta a porta”, sulle orme dell’esperienza diocesana di alcuni anni fa del “popolo in missione”. “In tutte queste esperienze si è trattato di essere ‘Chiesa in mezzo alla gente’. Questa, un po’ la nostra provocazione”, spiega Riccardo, seminarista al secondo anno di studi. “Certo, c’è da crescere, ma, con tutti gli errori che possono essere stati fatti… è stata comunque una prima goccia che sicuramente ha scosso qualcuno” racconta Riccardo ricordando una ragazza di Napoli, a Perugia per un paio di giorni, che trovandosi davanti lo slogan “Ricerca di senso in corso” “ha pianto davanti a noi, dicendoci che la sua vita, in quel momento, non aveva proprio senso… e poi ci dice che era pure una catechista!”. Certo, aggiunge Alessio, seminarista al terzo anno “non si può partire senza un minimo di preparazione”. E poi, ci vogliono comunità cristiane pronte ad accogliere chi desidera approfondire quell’annuncio, quella provocazione. Sono queste le sfide cui dovrà rispondere la scuola di evangelizzazione presentata alla Festa diocesana.

AUTORE: Francesca Acito