Quando il turismo sposa la cultura

Tra Perugia ed Orvieto si dispiega la mostra dedicata ad Arnolfo di Cambio, quinta per presenze in Italia

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La mostra dedicata ad ‘Arnolfo di Cambio. Una rinascita nell’Umbria medievale’, nella doppia sede di Perugia e Orvieto, nel settimo centenario della morte del grande artista, con i 3.698 visitatori nell’ultima settimana si è classificata tra le prime cinque esposizioni più visitate d’Italia. Il risultato, che va al di là di ogni migliore previsione iniziale, è stato riportato da Katawebart, che indica l’evento umbro a fianco delle prestigiose mostre attualmente in corso a Venezia ed a Como. Sommando le presenze registrate sia a Perugia presso la Galleria nazionale dell’Umbria che ad Orvieto presso la chiesa di Sant’Agostino, emerge come dato incoraggiante il fatto che finalmente anche la città della rupe è entrata nel circuito nazionale italiano delle grandi mostre, un fenomeno in continua crescita nel panorama dei Beni culturali. Ciò costituisce una grande occasione per la città di Orvieto, come hanno anche sottolineato i membri del consiglio dell’Opera del duomo, che ha messo a disposizione alcune preziose opere prima chiuse nei magazzini (sono presenti, per dovere di cronaca, anche pezzi pregiati provenienti dal museo del duomo di Todi). La mostra, permettendo l’afflusso di un turismo qualificato all’interno di un circuito umbro, può svolgere un interessante ruolo di traino per l’intera città. Si è cercato così di legare in un unico percorso sia il duomo, con la Cappella del Signorelli, che la chiesa di Sant’Agostino di recente restaurata e sede dell’esposizione, insieme ad altre chiese cittadine, come la vicina chiesa di San Giovenale, la chiesa di San Domenico con il monumento funebre al card. De Braye, e la chiesa di San Francesco. Questo aspetto itinerante è di certo uno degli elementi più innovativi dell’esposizione, che consente alla libertà dei visitatori di articolare la loro visita secondo i propri interessi e di scoprire un volto della città medievale magari meno conosciuto. Nella mostra, a cura di Vittoria Garibaldi e Bruno Toscano, insieme ad alcune rare testimonianze in’mbria del grande maestro, trovano spazio anche alcune opere pittoriche dei maggiori’rtisti del tempo, quali’imabue, Duccio di Boninsegna, Giotto a Perugia, e Coppo di Marcovaldo ad Orvieto. In particolare l’esposizione orvietana, con una scelta mirata di opere di elevata qualità, è dedicata alle trasformazioni urbanistiche e culturali della città nella seconda metà del XIII secolo. Le opere esposte, oltre ad alcuni capolavori provenienti dallo stesso monumento De Braye, richiamano l’ambiente cosmopolita della corte papale con l’apertura di relazioni internazionali, fino all’arrivo in Orvieto del ‘Maestro sottile’. La mostra resterà aperta fino al prossimo 8 gennaio 2006. Per informazioni è possibile consultare il sito internet: www.arnolfodicambioinumbria.it; per la prenotazione di gruppi: tel 02.43353522′ e per prenotazione scuole: tel 075.987306.

AUTORE: Federica Sabatini