Quelli che a Montecastrilli…

Il paese umbro, per la festa della parrocchia, ha invitato la celebre suor Paola della tv. La cui vita non è fatta solo di calcio

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‘Che i giovani possano essere protagonisti dell’evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale’. Con queste parole di Giovanni Paolo II la parrocchia di Montecastrilli ha introdotto l’incontro animato dalla ormai famosa suor Paola D’Auria, il 13 settembre. La suora ‘laziale’, conosciuta dal grande pubblico per i suoi interventi alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio, è stata invitata nel paese in occasione della festa della parrocchia. L’apostolato di suor Paola, però, non è iniziato in tv, ma nelle periferie di Roma, dove quotidianamente veniva a contatto con la miseria e la fame di tante famiglie. La sua avventura ‘calcistica’ è iniziata proprio con gli adolescenti disadattati, organizzando partite di pallone per loro. Da qui ha capito l’alto valore formativo dello sport, che può diventare occasione di incontro con Dio. Suor Paola non si occupa solo di calcio, ma anche di aiuti morali e materiali per le popolazioni vittime delle calamità naturali o della guerra (ad esempio in Bosnia o in Paraguay), attività nel carcere di Regina Coeli, formazione verso i giovani e le famiglie. Proprio quest’ ultimo è stato il tema su cui suor Paola ha portato il suo contributo a Montecastrilli, ‘I giovani nella famiglia: un talento da far fruttificare’. Al centro della riflessione è stata posta la crisi che l’istituzione famiglia si trova oggi a vivere, di cui i giovani fanno maggiormente le spese. Oltre al problema dell’instabilità dei legami, i giovani si trovano a doverne affrontare anche un altro, quello della solitudine, soprattutto nelle grandi città. ‘La solitudine porta i giovani a servirsi di cose momentanee. Si formano in questo modo i ragazzi del muretto’, cioè che cercano la soddisfazione in esperienze estreme, come la droga. I giovani ricercano in essa la sicurezza che non si presenta loro per il futuro: ‘Quanti di voi ragazzi ‘ ha chiesto suor Paola – pensano che dopo una vita di studi troveranno lavoro?’. Il quadro sembrerebbe piuttosto negativo; in realtà, ce ne sono tanti che si dimostrano capaci di impegnarsi in progetti costruttivi, come il volontariato. Suor Paola lo sa bene, dato che gestisce diverse case famiglia nella città di Roma. ‘Una di queste case – ha raccontato – è mandata avanti interamente da un gruppo di giovani. La gioia più grande la ricevono proprio loro. I giovani ‘ ha concluso ‘ sanno fare tanto, quando vengono dati loro i mezzi per farlo’. L’incontro ha ospitato anche un piccolo dibattito sulla realtà dei giovani a Montecastrilli. Con il senso pratico che la contraddistingue, la suora laziale ha proposto di organizzare una partita di calcio tra i ragazzi del paese e quelli della sua casa famiglia. Perché ‘dove due o tre sono uniti nel mio nome, Io sarò con loro.’

AUTORE: Margherita Idolatri