Religioni in campo per la pace

Si è giocata martedì all’Olimpico la prima Partita interreligiosa per la pace, voluta da Papa Francesco

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Sportivi e promotori della partita di calcio interreligiosa per la pace allo Stadio Olimpico
Sportivi e promotori della partita di calcio interreligiosa per la pace allo Stadio Olimpico

La partita “inizia” con il videomessaggio di Papa Francesco, che ha preceduto la prima Partita interreligiosa per la pace giocata il 2 settembre all’Olimpico di Roma davanti a 20 mila spettatori, allo stadio, e milioni a seguire la partita trasmessa in diretta da Rai1.

Tantissime famiglie hanno partecipato a questo evento fortemente voluto dal Papa stesso e “capitanato” dal calciatore argentino Javier Zanetti che ha portato in campo per la pace leggendari nomi, da Roberto Baggio a Diego Armando Maradona, per un messaggio universale: “Mai più guerra”. Alcuni giocatori, rappresentanti diverse religioni, prima del fischio d’inizio del match hanno piantato un ulivo, simbolo di pace. La serata ha visto il contributo dei due celebri cantanti, Nek, di fede cattolica, e Violetta, idolo argentino per bambini.

Volti di nazionalità diverse hanno riempito gli spalti dello stadio romano, applaudendo le due squadre in campo esortate dal Papa a credere in una partita dove “nessuno gioca la propria partita, ma quella di tutti”. Protagoniste quotidiane di questa partita desiderosa di pace sono indubbiamente le tante religioni del mondo: “Siano vincolo di pace, mai di odio!”.

L’attenzione mediatica sui campioni presenti in campo, che hanno fatto sognare tifosi di tutto il mondo, non ha distratto i telespettatori dall’invito a “gridare il clamore per la pace” anche a riflettori spenti.

Le star del calcio che hanno centrato la rete sono state, per “Scholas”, Hemed (25’), Santa Cruz (36’), Schevchenko (autogol), mentre per i “P.U.P.I.”, Iturbe (32’), Shevchenko (10’), Icardi (23’ e 33’), Baggio (39’). Le divise bianche dei P.U.P.I. hanno chiuso la gara amichevole con il goal di Icardi al 41’. L’impegno dei calciatori internazionali davanti la tv non supera quello silenzioso di un bellissimo striscione ammirabile in curva Sud: Non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace.

Nel pomeriggio dello stesso giorno all’udienza voluta dalla Santa Sede per incontrare i giocatori e lo staff delle fondazioni Scholas e P.U.P.I., Papa Francesco aveva sottolineato come “religione e sport, intesi in questo modo autentico, possono collaborare e offrire a tutta la società dei segni eloquenti di quella nuova era in cui i popoli ‘non alzeranno più la spada l’uno contro l’altro’”.

Il ricavato della serata è andato al progetto “Un’alternativa di vita” si rivolge ai bambini dai 3 ai 13 anni che vivono in contesti socio-economici svantaggiati. Dal 2001 infatti, la Fondazione – negli spazi della propria sede sociale di Buenos Aires – mette a disposizione dei giovani ospiti una rete di assistenza e supporto: aiuto nei compiti, sostegno sanitario, assistenza sociale, offerta ludica e formativa. Fondazione P.U.P.I. onlus e Scholas Occurrentes hanno deciso di “unire le forze” e concentrare le proprie energie in questo progetto comune.

AUTORE: Giuseppe Scarlato ufficio Pastorale dello sport - diocesi di Perugia - Città della Pieve